trovalavoro
chiudi

INVIA L'ARTICOLO AD UN AMICO

Il tuo nome

Il tuo indirizzo e-mail

Il nome del tuo amico

L'indirizzo e-mail del tuo amico




Il consulente tecnico di ricevimento: le caratteristiche di una nuova figura dell’hôtellerie
Intervenire senza stravolgere
Web e turnover del personale alla base della nascita del ruolo
di

Articolo

Come già da anni avviene nel comparto food and beverage, anche nella room division e al ricevimento si sta affermando oggi il ruolo degli esperti esterni. Figure che, soprattutto nelle piccole e medie aziende alberghiere, offrono il proprio know how per migliorare servizi e organizzazione del lavoro, sulla base degli standard, nonché delle tecnologie, più in voga tra i maggiori gruppi internazionali dell’hôtellerie. «Non è, però, affatto detto che la consulenza esterna venga richiesta solo da imprese in difficoltà», racconta il consulente tecnico di ricevimento e revenue & statistics supervisor, Gerardo Cuomo. «Spesso mi chiamano società in salute, dal prodotto vincente e dall’ottimo posizionamento che, in un’ottica di costante crescita, intendono affinare ulteriormente i propri standard al ricevimento».
A dare il la alla collaborazione può essere, per esempio, la necessità di dotarsi di un nuovo Property management system (Pms), basato sugli standard internazionali a più larga diffusione. «Le case di software di questa tipologia di gestionali», racconta, infatti, Cuomo, «propongono sì numerose versioni dei loro programmi dedicate alle piccole e medie aziende. Ma tali prodotti, a livello di complessità di utilizzo, non si discostano più di tanto dai gestionali pensati per i grandi hotel e le catene: la mole di dati che richiedono e l’imponente articolazione della loro impostazione, mirata alla creazione di statistiche utili in contesti di revenue management avanzato, impongono così, alle aziende che li hanno scelti, un cambio radicale della visione e dell’organizzazione del lavoro». In questi casi, la consulenza temporanea di un esperto esterno è tanto più necessaria, «quanto più si vogliano esprimere appieno le potenzialità del nuovo software e trasmetterne la conoscenza al resto del team, con una costante opera di supervisione e supporto. La padronanza di un gestionale, per la verità, rappresenta ormai una vera e propria competenza fondamentale, che spesso può risultare decisiva al momento della selezione del personale».
Ma, questioni gestionali a parte, la consulenza esterna è un servizio sempre più richiesto anche a seguito delle più recenti evoluzioni del mercato alberghiero italiano contemporaneo, caratterizzato, come si sa, da una folta presenza di piccole e medie imprese. «Queste», riprende Cuomo, «sono normalmente impostate su una proprietà diretta, accompagnata da un numero limitato di dipendenti e collaboratori. Fino a pochi anni fa, l’affiatamento del team, la sua conoscenza della casa e del mercato locale permettevano agevolmente la gestione aziendale. Ora, però, la crescente importanza della visibilità online, quale principale vetrina di ogni albergo, e l’esponenziale incremento del turnover del personale stanno richiedendo, pure alle realtà più piccole, la creazione di un’organizzazione modulare del lavoro, in grado di trattenere in hotel almeno una parte del valore aggiunto apportato dai dipendenti meno fidelizzati. In questo contesto, il ruolo del consulente non è quello di rivoluzionare, bensì di rimodulare il lavoro, tramite l’inserimento di procedure replicabili e trasmissibili a tutti i nuovi collaboratori, che nel tempo si avvicendano all’interno dell’azienda».
È, infatti, importante rivalutare la figura del consulente esterno, nel passato spesso associata a colui che fa tabula rasa di ogni cosa, stravolgendo struttura e organizzazione dell’impresa in cui si inserisce. «Si tratta, invece», conclude Cuomo, «di un esperto che, grazie al proprio know how accumulato nel tempo, cuce in maniera sartoriale gli standard lavorativi internazionali sulle dinamiche preesistenti dell’impresa con cui collabora, adattandoli alle necessità del team e della proprietà esistenti. A tal fine è così fondamentale, in ogni situazione, avere sempre il massimo rispetto delle risorse già presenti. Per operare in maniera corretta, in particolare, occorre recuperare dati, impressioni e suggerimenti da chi lavora da tempo in un determinato hotel. E laddove si dovesse riscontrare un problema operativo tangibile, prima di intervenire è bene avere un confronto approfondito con chi già opera in quel contesto. Perché ogni hotel è talmente peculiare, che ogni standard va adattato alle sue singole, e irripetibili, specificità».


Chi è Gerardo Cuomo

Membro dell´Amicale internationale des sous directeurs et chefs de réception des grand hôtels (Aicr), diplomato come tecnico delle attività alberghiere nel 1996, Gerardo Cuomo inizia la propria carriera nell´ospitalità come night receptionist in un piccolo hotel di Ischia. Lavora quindi come stagionale presso vari 4 stelle in costiera sorrentina, dove apprende le basi della professione «e dell´arte del saper fare e dell’ospitalità», come ama dire lui stesso, «da esperti colleghi della vecchia guardia». Nello stesso periodo vive anche varie esperienze all’estero. Nel 2004 partecipa poi allo start-up di un hotel di catena e, due anni più tardi, è front office manager presso un nuovo boutique hotel 5 stelle della costiera amalfitana gestito da un importante gruppo alberghiero internazionale, prima di intraprendere la carriera di consulente tecnico room division ed esperto di gestionali Pms.

COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Nome *

Professione

E-mail

Commento *

Desideri ricevere un avviso quando viene pubblicato un commento successivo? Si No

* campi obbligatori