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Alberghi insoliti: quando la suite si trova nella cabina di pilotaggio
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Negli ultimi tempi la creatività di alcuni proprietari alberghieri si è davvero sbizzarrita nel ricercare soluzioni inusuali per creare interesse attorno alla propria offerta ricettiva. L’architetto Vittorio Pedrotti torna così a parlare, nella sua consueta rubrica, delle strutture insolite che arricchiscono, con la loro originalità, il panorama ricettivo internazionale. Questa, in particolare, è la volta degli hotel ricavati da mezzi di trasporto, un tempo gloriosi ma ormai in pensione, rivitalizzati dalla genialità di alcuni imprenditori capaci di rivalorizzare spazi e ambienti che altrimenti sarebbero stati dimenticati.

I mezzi di trasporto sono i compagni che condividono con noi le emozioni di un viaggio. Albergatori lungimiranti sono così riusciti a trattenere le emozioni assorbite da particolari mezzi di trasporto ormai in pensione, facendoli rivivere per persone che amano particolarmente le atmosfere dei viaggi e dell’avventura. Uno di questi hotel è in Brasile ed è l’unico albergo mobile ufficialmente registrato: l’Exploranter Overland Hotel è una vera e propria struttura dell’ospitalità su quattro ruote, completamente autonoma con cucina, bagni e camere da letto. La sua capacità ricettiva è poi arricchita dalle 27 camere ubicate nel rimorchio che, in casi di difficoltà, si può anche sganciare. Ogni stanza è dotata di un comodo letto di 2 metri, di uno spazio di stivaggio della capacità di circa 90 litri, di illuminazione e di uno stenditoio; dispone inoltre di un’aerazione naturale garantita da una piccola finestra. Con l’Exploranter Overland si può così vivere una vera e propria avventura on the road, rimanendo in strada anche per mesi e cambiando località senza dover continuamente fare e disfare le valigie. I percorsi più richiesti, in particolare, sono quelli a lunga distanza che attraversano il Brasile, l’Argentina e il Cile.
Ma un’altra esperienza sicuramente particolare potrebbe essere quella di un soggiorno in un mezzo che ha fatto parte della storia dell’aviazione britannica: il Bristol Freighter, ora struttura ricettiva in Nuova Zelanda, è stato uno degli ultimi velivoli a lasciare il Vietnam alla fine della guerra che ha insanguinato fino a metà degli anni 1970 il paese indocinese. L’albergo in questione è il Waitomo World Unique Motels e dispone di due suite: una nella coda (la Tale Unit) e una nella cabina di pilotaggio (la Cockpit Unit). In ciascuna di esse, dotate di letto matrimoniale, cuccette, toilette e doccia, si può soggiornare al massimo in quattro. Per chi vuole passare qui una notte originale il prezzo è di circa 180 dollari americani per la doppia.
Il Jumbo Hostel di Stoccolma, infine, come si può intuire dal nome, è più che altro un ostello, con camere dagli spazi ridotti e con i servizi in comune. Molto cheap sono anche i prezzi, attorno a circa 50 euro a notte. Fa eccezione, ovviamente, la suite, ricavata nella cabina di pilotaggio di quello che era un vero e proprio Jumbo 747, che è dotata di servizi privati e che costa circa 350 euro a notte. L’aereo, pardon l’hotel, si può raggiungere a piedi dai terminal dell’aeroporto Arlanda di Stoccolma in appena 15 minuti, oppure si può usufruire di un servizio navetta gratuito; il check-in è attivo 24 ore su 24 e il personale che accoglie l’ospite indossa una divisa che ricorda molto l’abbigliamento degli assistenti di volo.

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