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Perché dietro al bancone dell’accoglienza occorrono figure capaci di generare valore aggiunto
Alla reception servono venditori
La corretta selezione del personale al ricevimento è essenziale
di

Articolo

WWW.JFC.IT

Il vecchio concetto di receptionist è ormai tramontato: colui che in maniera elegante risponde al telefono, accoglie l’ospite, lo registra e risponde a ogni sua richiesta di informazione non può essere considerato, in nessuna impresa turistica ricettiva, una risorsa. Si tratta, molto più semplicemente, di un dipendente. Dove sta la differenza? Un dipendente è una figura passiva, esecutrice, che svolge il proprio compito in maniera anche perfetta, ma lì si ferma; una risorsa, invece, genera valore aggiunto per la struttura alberghiera perché, oltre a svolgere le mansioni assegnate, si rende parte attiva nella vendita. E oggi un receptionist, colui che è in prima fila, a contatto diretto con il mercato, ricopre un ruolo strategico per l’azienda. Il mercato, infatti, ci insegna come il cliente, in maniera sempre più evidente, sia continuamente alla ricerca di un’offerta, reale o presunta, a lui dedicata.
Perché reale o presunta? Perché all’ospite interessa avere la certezza di un trattamento personalizzato, di un’offerta taylor made, non generalista né standardizzata. All’ospite interessa essere al centro dell’attenzione, anche solo per un minuto; egli percepisce immediatamente, da una risposta telefonica o da una mail, il nostro interesse nei suoi confronti. Ma tutto ciò è empatia, è percezione, è professionalità: è, in sostanza, capacità commerciale. Sembra facile, ma non lo è. Pochi sono i receptionist che conoscono le tecniche di vendita, coloro che sono in grado di trasformare un contatto telefonico in una vendita immediata. Oggi più che mai l’ospite è capace di trattare, di consultare offerte via web anche sul proprio cellulare, di chiedere trattamenti preferenziali e offerte speciali; e, una volta trattato il prezzo, di chiedere l’upgrading. Insomma, è sempre più difficile per gli albergatori conquistare nuova clientela senza effettuare azioni di dumping.
Ecco allora che la selezione del personale di ricevimento diventa essenziale. La prima regola è: mai assumere un receptionist preferendo la bella presenza al suo essere proattivo. Un receptionist passivo non riuscirà mai a incidere positivamente sulle vendite; farà semplicemente il suo lavoro da dipendente, ma non è una risorsa. La seconda regola è: la formazione alla vendita non attecchisce su chi non ha predisposizione. Le tecniche di vendita possono essere insegnate, ma chi nasce incapace di vendere non ne sarà mai capace. La terza regola è: scartate subito chi è indisponente al telefono. Se nel contatto per la selezione il potenziale reception risponde annoiato, disattento, scarico, allora non fissate neanche l’appuntamento. Non fa per voi. Da queste regole di base si può partire per la selezione del receptionist, con un piccolo consiglio: meglio uscire dai classici schemi scolastici, utilizzati da troppi consulenti e imprenditori, e vedere le cose in maniera diversa. E se al termine del colloquio vi rendete conto che il candidato sa vivere la propria vita e ha lasciato in voi una sensazione piacevole, quasi a dire «usciamo a bere qualcosa», allora è la persona giusta.
*Fondatore della società di consulenza Jfc


Le caratteristiche del candidato perfetto

L’entusiasmo: non solo per il lavoro, ma anche e soprattutto per il fatto di essere lì, a contatto con chi rappresenta l’azienda. Se la persona selezionata non è contenta di ciò, non lo potrà certo essere in futuro.
L’atteggiamento: deve essere quello di una persona interessata a capire, a conoscere, ma anche ambiziosa e desiderosa di diventare un leader.
Lo spirito: nel senso che se la persona che avete di fronte non è una persona capace di divertirsi, felice di vivere la sua vita, trasmetterà sempre tristezza.
L’affidabilità: riscontrabile con alcune domande relative alla sua vita personale e alle precedenti attività professionali; molta volatilità vuol generalmente dire poca affidabilità.
L’umorismo: perché chi non sa ridere non impara certo a sorridere e in questo lavoro il sorriso è come la patente per chi guida.
Il tono di voce: essenziale perché è anch’esso uno strumento di vendita emozionale.
La capacità di pensare in piedi: non ha bisogno di sedersi e, se cominciamo il colloquio stando in piedi, segue il discorso, ha freschezza mentale, è capace di sorridere ed essere cordiale;
È disponibile ad andare oltre il tempo: non ha limiti di tempo in occasione del colloquio, non vuole tagliare sui discorsi, non fugge dalle domande difficili.

COMMENTI
« Tutto vero,ma purtroppo si selezionano i candidati soltanto in base all'esperienza! la mia opinione è che se uno ha le caratteristiche e non è cretino,l'esperienza se la fa in due ,tre settimane.Se invece lo è,non gli basta una vita!!! ....e a volte è il cretino che viene assunto perchè sono 2 o 3 anni di(non) esperienza lavorativa che mostra nel CV. A mio avviso dovreste fare una campagna di sensibilizzazione in tal senso presso gli imprenditori del settore!.-
Postato da Sandro Generali , Pensionato - 14:44:37 21-05-2011
«Che belle parole e quante virtù si devono avere! Ma lo stipendio di receptionist a quanto ammonta? E' commisurato alla bravura, sveltezza, capacità comunicativa, bella presenza, lingue conosciute, conoscenza maketing e tecniche di vendita, catturare il cliente, capacità di pensare in piedi etc etc....
Lo stipendio da facchino, con tutto il rispetto, non si discosta poi tanto.
Postato da Vittorio Trevisan , Impiegato - 19:06:30 21-05-2011
« Vorrei innanzittutto ringraziare Sandro e Vittorio per aver fatto luce su aspetti che tutti ignorano. Oggi è vero la piaga della disoccupazione sta diventando sempre più deplorevole ed avvilente, non cìè più il concetto di chance ossia del dare un'opportunità bensì c'è ovunque questo concetto di esperienza come di presentazione invece di dare maggiore rilevio alle qualità di una persona. Adesso rivolgo a voi tutti una domanda?E' così importante l'avere già 2-3 anni di esperienza?Secondo me il mondo del guest service è fatto di esperienza ma che si acquista sulla proprioa pelle giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, situazione dopo situazione niente è prevedibile e programmabile. Si possono dare le basi ma non ammaestrare come una scimmia per uno spettacolo di circo. Un'altra situazione altrettanto deplorevole è il pubblicare continuamente annunci, dare illusioni invogliando ad inviare Cv senza poi degnarsi neppure di una risposta giustificativa, discriminando per un 2-3 anni di esperienza che non c'è, per un non essere dello stesso luogo quando il turismo ed il mondo dell'ospitalità dovrebbe essere sinonimo di apertura mentale e geografica. Vi sembra giusto? Parlo soprattutto per quei tanti laureati che dopo enormi sacrifici aspettano che gli sia dia una occasione, un pò di fiducia. Io lavoro come Capohostess a bordo di navi da crociera dove vedo settimana per settimana minimo 3000 pax di ogni nazionalità e con situazioni di ogni genere che devo analizzare al momento come poter risolvere, un'esperienza che mi ha fortificato tanto soprattutto per quanto riguarda lo stress e il problem solving.Invio ogni giorno decine e decine di Cv perchè la mia attinenza è protesa verso il mondo dell'hotellerie da cui provengo, sono una laureata, parlo 5 lingue e secondo voi signori miei ho mai avuto una sola occasione di essere messa alla prova di farmi conoscere?Neanche una risposta per dirmi Ci dispiace ma Lei non ci occorre!Che Vigliaccheria!
Postato da Dora Romano , Responsabile Reception di bordo in cerca di lavoro a terra - 16:19:53 24-05-2011
«quante belle parole e da quanti anni che le leggo ormai, saranno almeno 20 - è tutto vero per carità, ma le risorse così descritte vanno anche ricompensate adeguatamente alle loro capacità e questo negli alberghi non avviene mai, si preferisce risparmiare e molto sul personale, anche se con ottime capacità che non vengono mai e comunque riconosciute...questa è la realtà! Altro che valore aggiunto, proattivo, un vero venditore...
Postato da Luca , Sales - 23:22:53 27-05-2011
«sono perfettamente d accordo col signor vittorio trivisan .....lo stipendio di un facchino e' uguale al nostro... anzi ha meno responsabilita' ed e' soggetto persino a meno stress.................senza contare che poi se prima avevamo certe mansioni abbastanza definite ora il lavoro si e' moltiplicato, ci chiedono sempre di piu' di fidelizzare, attenzione al cliente, quality focus ma siamo sotto di personale almeno parlo per me ma cmq sono sicuro che altri vivono situazioni analoghe per cui volete che faccia anche il venditore?????? benissimo non ci sono problemi.......PAGATE !!!!!! volete che faccia le pulizie???? benissimo .......PAGATE insomma tirate fuori il grano che ne avete (ALMENO L ALBERGO DOVE LAVORO)
Postato da matteo , receptionist - 15:31:03 28-05-2011
« RAGAZZI SONO D'ACCORDO CON VOI. PERCHE' NON ORGANIZZARE UNO SCIOPERO DI CATEGORIA......NON CREDO SIA MAI ACCADUTO E BASTEREBBERO 24 ORE PER MANDARE NEL PANICO MANAGEMENT E PROPRIETA' ......OVVIAMENTE IL RISCHIO DI RIMANERE CON IL CU.. PER TERRA E' ALTISSIMO............CIAO
Postato da DAVIDE , FOM - 08:56:32 29-05-2011
«Mi e' sempre stato detto che la reception e' il cuore dell'albergo, e da quando (dopo 15 anni di back office/contabilita' alberghiera) ho incominciato a lavorare al ricevimento, ho avuto la prova di quanto cio' sia vero. Purtroppo e' una professione sottopagata e dove i requisiti per essere assunti sono spesso assurdi. Gli annunci continuano a richiedere conoscenze specifiche (soprattutto per quanto concerne il software) piuttosto che doti di base come la flessibilita', il dinamismo, le capacita' comunicative, le pregresse esperienze in altri reparti dell'albergo, i soggiorni all'estero. Sembra piu' importante conoscere i pacchetti applicativi piuttosto che le capacita' di vendita - quando ad una persona intelligente bastano un paio di settimane per acquisire dimestichezza con un nuovo software, mentre saper vendere e contribuire all'ottimizzazione del revenue non e' cosa da tutti. E ovviamente e' piu' importante essere ventenni e di bella presenza piuttosto che persone mature con una solida esperienza lavorativa alle spalle. Tra il dire e il fare c'e' di mezzo il mare, come sempre, soprattutto quando si tratta di selezione del personale.
Postato da Deborah , receptionist - 12:30:08 29-05-2011
« E\' tutto giustissimo!Il receptionist deve essere qualificato,proattivo,conoscere perfettamente le lingue straniere,disponibile,flessibile ecc... Ma poi non sono disposti a darti uno stipendio adeguato perchè c\'è la crisi!Se volete l\'eccellenza dovete pagarla!!!!
Postato da Gabriella , receptionist - 14:09:27 29-05-2011
«Inutile dire che concordo con tutti voi. Il nostro è un lavoro ingrato: lavoro sempre nel weekend e tutte le festività, si sta sempre in piedi, bisogna essere sempre gentili , sorridenti e disponibili coi clienti e incassare se ci si trova davanti a clienti maleducati, conoscere bene almeno 2 lingue, conoscere benissimo il programma gestionale + pacchetto Office, ecc., essere flessibili nei turni, lavorare almeno fino alle h. 23 (senza alcuna maggiorazione notturna). E tutto ciò per cosa? Per uno stipendio inferiore a chi lavora nei Mac Donald's (con tutto rispetto). Purtroppo è da diversi anni che i datori di lavoro hanno il coltello dalla parte del manico, vuoi x la disoccupazione incessante e in crescendo, vuoi perché non si mira più alla qualità del personale, ma a spendere il meno possibile assumendo solo apprendisti o gente già in pensione, lasciando fuoir la fasci di mezzo che, quindi, se vuole campare deve solo tacere. Purtroppo, non abbiamo sindacati dalla nostra che ci tutelino, siamo considerati zero.
Postato da camilla , receptionist - 20:05:44 29-05-2011
«Signori leggendo i Vs commenti mi accorgo che avete tutti ragione. Ognuno di noi vive il ricevimento in base a quelli che sono stati i primi insegnamenti, le esperienze professionali e le ambizioni. Credo che il ruolo del receptionist oggi sia davvero difficile e sempre più impegnativo. Personalmente l'ho fatto per circa 7 anni e adesso lavoro come Night Auditor. Forse basterebbe solo più obiettività e meno speculazione da parte dei proprietari delle strutture. Il professionista va pagato e NOI siamo professionisti dell'ospitalità. Lavoriamo 8 ore al giorno e conviviamo perennemente con stress, attenzione, precisione, controllo, supervisione, autogestione, responsabilità a morire, e sappiamo tutti che se non tutte un paio di queste cose ce le portiamo a casa nostra....
Ogni settore ha il proprio fardello; la nostra è una missione.........facciamoci rispettare dai clienti e dimostrate il vostro valore sempre, anche se poco apprezzato.
Postato da Fabio , Night Auditor - 04:35:36 30-05-2011
«Caro Ferruzzi, Lei farebbe bene a mettere in pratica quello che va professando così capirebbe bene il significato del vecchio adagio "tra il dire e il fare ...".

Non si illuda di essere un innovatore, il suo ragionamento è tutt'altro che nuovo, ad essere cambiato invece è il mercato sempre più coscente ed esigente (su questo siamo tutti d'accordo), peccato che nella pratica quotidiana l'impiego in oggetto sia spesso, se non sempre, estremamente caotico e le risparmio i discorsi sulle strutture vecchie e inadeguate ...

Vendere bene, mio caro "esperto", dipende INNANZITUTTO dalla capacità che ha l'azienda di organizzarsi in maniera accurata, dipende cioè dai manager e dai consulenti come lei che fanno tante belle chiacchiere ...
Postato da Lorenzo , receptionist - 11:00:00 31-05-2011
«Carissimi, vi siete mai chiesti per quali motivo scegliete un bar per fare colazione? per le brioches? per il caffè? o forse perchè in quel bar vi chiamano per nome, vi sorridono, vi salutano? le brioches ed il caffè, d'altra parte, poco si differenziano l'un l'altro. Pensate forse che il barista guadagni più di un receptionist? certo che no, e molto spesso apre alle 6 di mattina. Se voi scegliete in base ad elementi emozionali più che di prodotto, allora perchè i vostri clienti dovrebbero fare diversamente? Poi, sul fatto che i CV non siano realistici, più che vero: infatti servono generalmente per entrare in contatto, mai per scegliere. Inoltre, vero anche il fatto che lo stipendio può non essere all'altezza delle competenze, ma vero anche il contrario: a volte si paga troppo chi fatica a rispondere al telefono, tiene il cellulare acceso (e risponde) in orario di lavoro, passa le ore su facebook e su skype a dialogare con amici. Se poi pensate di essere nullità nell'azienda nella quale lavorate, allora è giunto il momento di fare una nuova esperienza, di cambiare struttura.
Postato da Massimo Feruzzi , - 17:24:16 31-05-2011
« Mi accorgo che è proprio vero che nell\'ambito del nostro settore molti...addetti ai lavori....sic vivono la loro funzione e la loro attività in maniera frustrante ...per non dire obbligata. Concordo con Ferruzzi, che, nella sua disamina cerca di valorizzare la figura dell\'addetto all\'accoglienza per mettrla al passo coi tempi , al passo con i mercati al passo con le esigenze dei nostri ospiti che in fin dei conti sono coloro che ci pagano gli stipendi.
Certo ognuno di noi vive soggettivamente le varie condizioni che management, proprietà e struttura ci mettono a disposizione , ma se ognuno di noi cambiasse la classifica delle ambizioni, postando in cima la soddisfazione professionale , la volontà di crescita la volontà di emergere e l\'aspettativa del miglioramento forse un piccolo passo avanti può essere fatto
Postato da Giorgio , General Manager - 19:43:52 31-05-2011
«Egregio Dott. Ferruzzi, la Sua analisi è molto lucida e coerente con l'andamento attuale del settore turistico. Un settore che, non dimentichiamo, è un business.
Nel macroscopico, quanto afferma Lei va benissimo: la selezione è volta verso colui che porta soldi in cassa.
Ogni struttura è una cellula a sè stante però. E' una micro realtà governata da regole interne.
Proprio queste regole possono condurre ad un adeguare il proprio lavoro ad essere un semplice dipendente oppure un super receptionist.
E'molto stimolante cercare di risolvere un problema per gli ospiti e accaparrarsi nuovi clienti, ma quando ci sono carenze "dal di dentro", nella struttura stessa (di tipo "fisico" - come problemi nelle camere etc. - ma soprattutto di tipo lavorativo - carenza perenne di personale, poca propensione al riconoscimento del merito VERO, cioè almeno la distinzione tra un dipendente e un receptionist proattivo), passione, entusiasmo, proattività, alla lunga cedono.
A ciò aggiungo che ci sono pochissime strutture che applicano i criteri di selezione da Lei elencati, questo per una serie di ragioni. Qualora Lei ne conosca una, sono prontissimo a spedire il mio curriculum vitae. Perchè per me sarebbe bello ricevere oltre che uno stipendio commisurato alle mie capacità, piacerebbe vedere un accredito MENSILE, non ogni due o tre mesi.
Questa è la mia opinione, sono apertissimo al dialogo.
Postato da Nicola , Receptionist più che proattivo - 11:09:01 01-06-2011
«Vorrei avere un consiglio da voi se possibile: ho due lauree e due master ma purtroppo sono disoccupato. L\' unica cosa che sono riuscito a trovare è uno stage di receptionist in un\' albergo ma senza grosse prospettive a lungo termine. Il mio percorso di studi non ha nulla a che fare con il mondo del turismo ma accetterei solo per avere un minimo di prospettiva futura senza avere una effettiva predisposizione per questo lavoro, che, ascoltando molti commenti, non è proprio gratificante nè per lo stipendio nè per le possibilità di crescere professionalmente. Insomma, vi sarei grato di inviarmi qualche consiglio, in special modo da parte di coloro che già lavorano in tale ambito. Vi ringrazio anticipatamente per eventuali risposte.
Postato da Giorgio , - 11:38:49 01-06-2011
«ma com'è bella l'utopia della risorsa!, quante parole per abbellire un lavoro ormai "degradante" e poco stimolante.... per non parlare poi del trattamento economico, a me personalmente pare che piu' sai dire "si' Buana" e ti accontenti di poco piu' sei richiesto, anche questa è legge di mercato, il clt paga poco.... e i dipendenti (perchè le risorse a tali condizioni non ci stanno) soffrono....addirittura gli assegni familiari dei dipendenti non vengono pagati ma detratti comunque dai contributi dell'albergatore...straordinari non se ne parla, il lavoro festivo non viene riconosciuto, tfr chissa'.....QUESTA è LA REALTA'...SVEGLIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Postato da Silvia , caporicevimento - 18:08:35 01-06-2011
«Il mio semplice commento è che oggi ci sono solo imprenditori che aspirano a fare gll albergatori.L'albergatore vero e proprio è ormai morto.Il denaro è alla base di tutto.L'ospite è solo un veicolo per ottenerlo.
Postato da Pasquale , CapoRicevimento - 16:48:20 02-06-2011
« Che tristezza leggere i vs commenti!
Per me questo è il lavoro più bello del mondo....stimolante, divertente mai uguale!
I ragazzi della mia reception sono tutte risorse per me.....e quando ami il tuo lavoro potresti farlo anche gratis e vi garantisco che per fare gavetta mi accontentavo di avere solo vitto e alloggio ai tempi dell'università!!!!
Postato da FLAVIA , CAPO RICEVIMENTO - 08:34:13 03-06-2011
«Caro Ferruzzi:Tu non possiedi la Verità, ma è la Verità che possiede te.
Postato da MARCO , CONSULENTE - 16:05:26 03-06-2011
« Tutto vero, tuttti hanno ragione potrebbe essere il lavoro più bello del mondo nessuno lavora per la gloria, gli stipendi sono veramente quelli da facchini e le pretese sono tantissime. A volte bastrebbe anche una parola gratificante dove non basta lo stipendio ma nulla di tutto cioè. Ti fanno cascare le braccia ed entusiasmo svanisce prima o poi....
Postato da IRINA , RECEPTIONIST - 11:18:21 04-06-2011
«Giorno 01/06/2011, colloquio di lavoro presso un "HOTEL 4 STELLE" della periferia di Napoli.
Mi presento puntuale e mi ritrovo davanti la figlia del proprietario, che, subito attacca senza nemmeno presentarsi, dicendo:"qui si lavora due settimane consecutive, si fa una settimana di riposo e si riattacca con i turni NO STOP, il contratto sarà un contratto di collaborazione part time e a fine mese Lei percepirà uno stipendio di 758 Euro comprensivi di assegni familiari". A quel punto io domandai: "quindi lavorerò 4 ore al giorno?". Risposta:"no Lei lavorerà per 8 ore al giorno ma ne saranno retribuite 4, noi, purtroppo siamo un'azienda che si è sempre occupata di pulizie di condomini e di gare d'appalti regionali, per noi è la prima esperienza nel settore ricettivo".
A quel punto ho avuto la decenza di alzarmi salutare e andarmene.
Ho scritto questo messaggio un po fuori tema per far capire a Voi che oggi in Italia esistono realtà davvero sconvolgenti.
Saluti da una persona che ama il suo lavoro ma che per fattori esterni lo sta iniziando ad odiare.
Postato da Antonio , Caporicevimento - 14:00:26 04-06-2011
«Ho letto molte cose interessanti da parte di tutti, punti di vista di settori differenti. Naturalmente il sig. Ferruzzi è il più autorevole quindi miei cari Baristi gestite i vostri turni come se foste in un bar. Faccio questo lavoro con passione da quasi 20 anni, e il lavoro al ricevimento è decaduto negli ultimi 5 anni perché non compreso dagli omnipresenti propretari che "gestiscono" i propri hotel come se fossero BAR e accompagnati da dirigenti che si limitano a fare quel che gli viene detto in quanto scelti proprio per questo. Al ricevimento ho visto passare tanti bravi ragazzi che si sono impegnati in tutti i settori di gestione dello stesso, hanno imparato e sono cresciuti, il ringraziamento è sempre lo stesso:"Bravo, ora puoi andare a cercare fortuna in un altro albergo" ergo gli addetti al ricevimento rimasti sono sempre e cronicamente i meno preparati. Purtroppo si parte dal presupposto che tutti vogliano fare i Manager, i Dirigenti o addirittura comprarsi un hotel!! Comprendere che questi "ragazzi" vogliono "solamente" lavorare è fuori discussione. La reception è ritenuta un trampolino di lancio per il mondo del Management alberghiero. Sembra che ci sia un ritorno agli anni 80...tutti dirigenti...Dirigenti che l'unica cosa che sanno fare è chiedere a qualcuno di fare di più. Abbiate il coraggio di mettervi in discussione perché se continuate così vorrete mettere le mani anche sulle mance dei facchini (cosa ,che so per certo, qualcuno fa!)
Postato da adriano , capo ricevimento - 12:01:36 06-06-2011
« RETORICA PURA: SFRUTTATI E MALPAGATI; CCNL (TRA I PIù PENOSI) MOLTO SPESSO IGNORATO NELLA SOSTANZA; STRAORDINARI MAI CORRISPOSTI, MOLTI ALBERGATORI HANNO FATTO PROPRIA LA POLITICA DELLE NOZZE COI FICHI SECCHI SULLE SPALLE DEL PERSONALE. PERSONALMENTE SONO STATO VITTIMA DEL FAMOSO RICATTO: LETTERA DIMISSIONI IN BIANCO SE VUOI LAVORARE.... LA MINISTRA BRAMBILLA FA LE FERIE ALL'ESTERO E, CREDO, NON ABBIA MAI LETTO IL NOSTRO CCNL. SCIOPERO? PERCHè NO...
Postato da Umberto , Segretario ricevimento - 21:40:19 06-06-2011
«Dopo oltre 35 anni di esperienza nel settore mi sento di poter dare ad ognuno degli intervenuti la giusta considerazione per l'intervento effettuato.
Tutti hanno apportato qualcosa di vero e di reale. Peccato, però, che alcune verità espresse siano ampiamente oggettive ed altre, invece, completamente condizionate da forte soggettività.
E' vero comunque che il nostro lavoro o lo si ama così com'è (così come negli anni è diventato) o altrimenti bisognerebbe avere il coraggio di cambiare professione.
Personalmente sono anni che vado ripetendo, durante incontri con studenti delle scuole alberghiere o parlando agli stagisti presenti nell'albergo , come sia necessario (per fare al meglio un importante percorso professionale) che ci siano delle caratteristiche umane ben precise.
Sì, è vero, ormai è necessario essere esperti in Revenu Management, Yield Management (ecc.....) ma non avrebbe alcun senso tutto questo se, al primo posto non ci fossero sempre e comunque: capacità di ascolto dell'Ospite, disponibilità nei confronti del Cliente, desiderio di saper prevenire le loro aspettative....
Tutto questo è sempre meno presente nel mondo alberghiero. Ma la responsabilità non si può addebitare alle risorse umane bensì a quella moltitudine di 'pseudo albergatori' che al primo posto non possono non mettere il raggiungimento del proprio profitto.
Grazie per l'attenzione
Postato da gianfranco , hotel manager - 08:40:26 07-06-2011
« Buona sera a tutti.
Da ormai 30 faccio questo lavoro un po' in tutto il mondo. Questo perchè ho voluto sfruttare almeno uno die vantaggi che ci offre questo mestiere, in cui con la conoscenza della lingua e le giuste competenze ci si può adattare in un qualsiasi albergo del mondo.
Condivido pienamente quello che è stato detto sul discorso remunerativo. É una vera ingiustizia, basti pensare che in un qualsiasi altro tipo di lavoro non potrebbero essere richieste conoscenze linguistiche e tecniche che vengono richieste al nostro settore, per gli stessi soldi.
Alla collega Flavia che sente tanta tristezza nel leggere i commenti negativi......Cara Flavia, è bello vedere come la tua passione per questo lavoro sia ancora intatta.....MA NON DEVE ESSERE GRATIS!
Mentre i tuo Manager e la proprietà si compiacciono per tuo zelo, loro con quello che risparmiano facendo operazioni da supermercato a livello di risorse umane (paghi uno prendi 2 a volte anche 3) ci si comprano l'auto nuova o la villa al mare, tu con il tuo stipendio non potresti pensare neanche a un monolocale da pagare per i prossimi 30 anni.
Un caro saluto
Postato da Kevin , Ricezionista - 04:07:06 27-12-2013
« e noi cerchiamo proprio quelle persone entusiaste ,sorridenti che sappiano vendere le vacanze coinvolgendo i nostri probabili ospiti,siamo disponibili ad uno stipendio adeguato ai risultati prefissati ,se ti rivedi in questo contattaci subito .grazie anna,
Postato da anna chieregato , dirigente - 21:33:25 04-01-2016

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