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Un progetto integrato di pasticceria creativa per aiutare la Croce Rossa giapponese
Un’iniziativa speciale
Coinvolti un alberghiero e un liceo artistico milanese
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«Abbiamo scelto i disegni più interessanti e rappresentativi e, insieme ai ragazzi, abbiamo preparato le 19 uova che hanno dato vita al progetto Sweet help». Così uno dei coordinatori dell’iniziativa, il professor Angelo Principe, docente della scuola di pasticceria dell’alberghiero milanese Carlo Porta, racconta l’evento benefico realizzato in collaborazione con un altro istituto meneghino, il liceo artistico Orsoline di San Carlo: la creazione di 19 prototipi di food design al cioccolato poi esposti e messi all’asta, a busta chiusa, con il ricavato completamente devoluto a sostegno della Croce Rossa giapponese in questo difficilissimo momento per il paese del Sol Levante.
«Per l’occasione abbiamo raccolto ben 3.500 euro: una goccia nell’oceano, certo, ma pur sempre significativa per un’iniziativa condotta esclusivamente da due scuole», specifica il preside del liceo artistico, Donatella Volonté. «Non è peraltro la prima volta che collaboriamo con il Porta, con cui già qualche anno fa avevamo realizzato dei piatti creativi, poi esposti al museo del Risorgimento di Milano e basati su una ricerca storica, filologica e cromatica condotta dai nostri allievi. L’idea, a monte di questi veri e propri progetti integrati, è quella di sottolineare la trasversalità delle arti e dei sensi».
In questo caso, in particolare, gli studenti delle Orsoline, guidati dalla professoressa Giancarla Berra, hanno lavorato sulle variazioni dei colori del cioccolato e della tradizionale forma dell’uovo pasquale. «Limiti tematici, che tuttavia non hanno impedito ai ragazzi di dare libero sfogo alla loro creatività», racconta ancora Volonté. «D’altro canto, anche nella loro futura vita professionale, saranno destinati ad avere a che fare con committenze che porranno loro precisi confini entro cui muoversi».
Dal punto di vista operativo, gli studenti del Porta hanno dovuto così confrontarsi con difficoltà tecniche direttamente proporzionali all’intensità creativa dei loro compagni delle Orsoline. «Per alcune realizzazioni, come per esempio per l’uovo incorniciato, per quello con la zampa di gallina e per quello a tema scacchistico», riprende Principe, «abbiamo dovuto costruire degli stampi in gelatina, in cui abbiamo versato delle colate di cioccolata, in questo modo plasmando la forma desiderata. Altre opere, invece, ci hanno imposto il ricorso a tecniche di colorazione che prevedono l’utilizzo dell’aerografo e del compressore. Ma per i ragazzi la cosa più difficile da comprendere, e forse anche la più interessante, è stata soprattutto la necessità di operare con grande precisione: il cioccolato, infatti, è una materia prima che impone una lavorazione estremamente accurata, a temperature controllate con la massima attenzione; altrimenti si rischia davvero di impegnarsi tutta la giornata senza ottenere nulla».
Secondo lo stesso Principe, l’importanza di un’iniziativa di questo genere, oltre alla sua fondamentale valenza benefica, sta nell’entusiasmo con cui i ragazzi hanno aderito all’iniziativa, «che è stato persino superiore alle mie aspettative: hanno trovato l’esperienza molto gratificante, consapevoli che si tratta di un’attività speciale, a cui pochi studenti degli alberghieri possono dire di aver mai partecipato e che persino nella loro carriera professionale potrebbero non avere mai l’opportunità di fare».

Chi è Angelo Principe
Originario della Calabria, Angelo Principe ha conseguito i diplomi di addetto ai servizi alberghieri di cucina e di tecnico delle attività alberghiere, nonché quello professionale in pasticceria. Durante la sua carriera professionale ha poi lavorato in vari alberghi italiani e internazionali (come, per esempio, l’hotel Capo Caccia di Alghero e l’hotel Excelsior di Cran sur Sierre, in Svizzera), prima di diventare docente del Carlo Porta. Negli anni successivi, Principe ha accresciuto e diversificato le sue collaborazioni in ambito strettamente professionale con attività e consulenze presso importanti ristoranti e scuole di alta cucina, affiancando contributi di carattere culturale con pubblicazioni di settore, quali l’enciclopedia Finalmente Dolci della Fabbri editori e la promozione della rivista Spazio Dolce. Ad arricchire il suo profilo professionale, anche l’appartenenza alla Federazione italiana cuochi e al Richemont club Italia, nonché la conquista di due terzi posti in altrettante competizioni internazionali: nel 2008, con la nazionale italiana ai campionati del mondo di panetteria, per la specialità Viennoiserie e, due anni dopo, agli individuali del Master de la Boulangerie di Parigi.

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