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Dalla teoria alla pratica: tradurre in iniziative concrete i dati di un’indagine accademica
Quando la nicchia non fa paura
Un operatore francese organizza persino rapimenti su richiesta
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Capire e conoscere posti nuovi. È questa, secondo una recente ricerca condotta da una équipe di studenti dell’università Iulm di Milano, la principale motivazione (con l’88% delle preferenze) che stimola le persone a viaggiare. Il dato risulta essere, sia pur di poco, superiore alle esigenze, più tradizionalmente legate al concetto di vacanza, di rilassarsi (86%) e divertirsi (84%). Lo studio, realizzato su un panel di quasi 1.500 interviste, ha poi rivelato come per i viaggiatori sia importante anche accrescere il proprio bagaglio culturale (80%), nonché provare emozioni (80%), mentre sembrano decisamente meno gettonate le motivazioni connesse a macro-segmenti turistici classici come lo shopping (33%), la vacanza attiva (32%) e lo stare in famiglia (28%). Il campione dell’indagine, tratto a caso tra i visitatori della Bit di Milano, non è certo esaustivo, ma appare significativo nel segnalare una tendenza, «soprattutto perché si tratta di persone interessate ai viaggi e con un livello culturale generalmente superiore alla media nazionale, come hanno bene evidenziato le risposte alla domanda sulla quantità di libri letti in un anno», spiega il professor Roberto Lavarini, coordinatore del progetto.
Sono, insomma, gli aspetti emozionali a emergere prepotentemente quali driver di una nuova domanda di viaggi, così come felicemente espresso dal nuovo concetto di turismo esperienziale. Una tendenza che non trova peraltro riscontro solamente nei dati statistici, ma anche nelle strategie e nelle attività degli operatori più sensibili alle nuove evoluzioni del mercato e alle forme di distribuzione più innovative. «Queste ricerche sono fondamentali, perché conoscere il proprio cliente è importante come conoscere se stessi», racconta Pier Paolo Solinas, direttore di Turismo Fiandre, che ha attivamente supportato la ricerca Iulm. «È per questo che nell’attuale momento di confusione e incertezza, sono proprio gli operatori posizionati nelle nicchie, fortemente specializzati su prodotti specifici, a non risentire della crisi».
Il turismo di nicchia, un concetto ancora tabù per molti operatori, preoccupati di veder etichettata e ghettizzata la propria offerta, potrebbe invece essere la soluzione vincente per chi desidera intercettare la domanda di viaggi del prossimo futuro. «Oggi viviamo in quella condizione che il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman ha sintetizzato nel modello di società liquida, dove ogni individuo è la somma di tutti i ruoli che ricopre», riprende Solinas. «Ecco allora che creare prodotti in grado di soddisfare una delle tante personalità di ciascun individuo si può rivelare una scelta strategica vincente. Nel 2004 il caporedattore del magazine Wired, Chris Anderson, pubblicò un articolo sulla cosiddetta teoria della coda lunga, atta a descrivere alcuni fenomeni economici e commerciali, come per esempio l’allora emergente portale e-commerce Amazon.com. L’idea di Anderson è che, grazie alla diffusione della distribuzione online e al conseguente abbattimento dei costi di commercializzazione dei prodotti, il tradizionale modello dell’offerta massificata stia diventando sempre meno performante. Al contrario, la produzione di prodotti altamente personalizzati, e pensati per un pubblico dagli interessi specifici, si starebbe rilevando sempre più efficiente: la somma del giro d’affari complessivo generato dalla vendita degli articoli di nicchia sarebbe, infatti, destinata a superare i volumi garantiti dai prodotti di massa. E questo è vero pure nel turismo. Basti pensare, oltre alle evidenze della ricerca Iulm, anche al sempre più frequente affacciarsi sul mercato di tour operatori altamente specializzati: dall’italiano Sipario Musicale, dedicato soprattutto agli amanti dell’opera, a fenomeni al limite dell’eccentrico, come quello di Ultime Réalité, un operatore francese che organizza veri rapimenti su richiesta dei propri clienti».
A partire da questi concetti, da un attento monitoraggio dello studio Iulm e di altre recenti indagini accademiche sui nuovi trend della domanda di viaggio, nonché da un’analisi autonoma sui contenuti turistici più diffusi nei media web, l’ufficio italiano di promozione delle Fiandre ha così deciso di lanciare una serie di campagne incentrate su target specifici. «Piuttosto che lavorare sulla destinazione in senso generico», conclude Solinas, «il nostro approccio è sempre stato quello di avere un occhio di riguardo per i temi che appassionano i nostri concittadini in vacanza. Sul nostro sito, turismofiandre.it, abbiamo perciò già attivato due aree, Agrodolce Fiammingo e Absolutely Fiandre, rispettivamente dedicate al turismo enogastronomico e ai viaggiatori gay and lesbian. Ma a breve apriremo altre finestre, riservate alla moda e al design, allo shopping, alla cultura, alla vacanza attiva, nonché alla musica e ai festival. Perché siamo convinti che solo chi investe tempo e conoscenza in prodotti elaborati sulle reali richieste del mercato può mantenere e accrescere le proprie posizioni».


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