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Le riflessioni di quattro direttori sulla questione razionalizzazione dei costi
Focus sul cost saving
Si avvicina la quarta tappa del roadshow sul tema
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«Prima di tutto occorre capire quali siano le variabili su cui è possibile intervenire senza rischiare di abbassare il livello del servizio. Dopodiché si può pensare a strategie di razionalizzazione dei costi che siano al contempo efficaci e produttive». Così affronta il tema del cost saving il general manager dello Starhotels Excelsior Bologna, Michele Palma, interpellato da Job in Tourism, insieme ad altri tre direttori di realtà alberghiere del Nord, del Centro e del Sud Italia, sulla materia dell’approccio al risparmio.
Si avvicina, infatti, il quarto e ultimo appuntamento del roadshow HotelVolver - Job in Tourism, «Pensando al cost-saving in chiave strategica», in programma presso l’hotel Exedra di Milano il prossimo 30 settembre. La nostra redazione ha così pensato di fare il punto della situazione: per capire, con l’ausilio di alcuni protagonisti delle passate e future edizioni della tavola rotonda, da quali punti fermi si può ripartire per approfondire ulteriormente l’argomento.
«Cost saving, a mio parere, è un termine un po’ fuorviante», racconta Ernesto Noschese, direttore dell’Una hotel Roma. «Nel nostro caso, in particolare, l’obiettivo delle nostre strategie di razionalizzazione dei costi non è tanto il risparmio fine a se stesso, quanto la liberazione di preziose risorse, di tempo e professionali, per aumentare la produttività del nostro lavoro. Facendo ricorso all’outsourcing per la gestione di alcuni comparti, per esempio, non abbiamo tanto cercato di contenere le nostre uscite, quanto di avere l’opportunità di concentrarci maggiormente sul nostro core business, ossia sulla commercializzazione delle camere».
Cercare di ottenere il risparmio a tutti i costi, in effetti, può rivelarsi una strategia controproducente. «La ricerca del partner più adatto alle proprie esigenze di esternalizzazione è una chiave fondamentale del successo di qualsiasi strategia di cost saving», spiega il direttore dell’Holiday Inn Napoli, Bruno De Caria. «Mai però affidarsi alla sola variabile del prezzo per scegliere un fornitore. Importante, invece, è il confronto tra le offerte, anche alla luce della qualità del servizio proposto».
Trovare partner in grado di mantenere elevati gli standard è un obiettivo primario anche per il Royal Garden hotel di Assago, in provincia di Milano. «È per questo motivo che noi abbiamo deciso di procedere con cautela nei nostri processi di esternalizzazione», spiega il general manager dell’albergo che fa parte del gruppo Monrif hotels, Antonello Buono. «In molte delle nostre strutture abbiamo, infatti, cominciato dando in outsourcing solo una parte dei comparti interessati dal progetto. Non solo: abbiamo cercato di garantire la qualità del servizio a partire dagli stessi contratti. E ciò, grazie a clausole molto precise sugli standard da mantenere, che per di più demandano il controllo del lavoro finale alla responsabilità del nostro personale interno».
In linea generale, insomma, appare ormai diffusa, tra i general manager contemporanei, la convinzione della necessità di ricorrere all’esternalizzazione per garantire alla propria struttura la flessibilità necessaria ad affrontare un mercato in cui la curva della domanda è sempre più imprevedibile e incostante. «C’è anche da dire che negli ultimi anni lo scenario dell’outsourcing è notevolmente cambiato», aggiunge De Caria. «Oggi ci sono società altamente specializzate che, nel loro campo, offrono livelli di professionalità a volte difficili da raggiungere persino dal proprio personale interno». La questione, allora, si sposta dal capire se sia o meno conveniente ricorrere all’esternalizzazione, alla definizione del limite oltre cui è meglio non spingersi. E la risposta, in questo caso, è unanime da parte di tutti e quattro i direttori: «Non si può dare in outsourcing tutto ciò che costituisce il proprio core business, ossia quei comparti e quelle figure che gestiscono dati sensibili, di vitale importanza per la propria attività». Settori, questi ultimi, che sono generalmente individuati nel ricevimento, nel commerciale e nelle prenotazioni, oltre che naturalmente nello stesso management dell’hotel. «Anche se non si può mai dire mai», precisa Noschese. «Un po’ di anni fa i primi hotel, che hanno cominciato a esternalizzare i piani, erano visti come degli eretici. Oggi, invece, l’outsourcing di tale comparto è ormai una pratica generalizzata».
Cost saving, però, non significa solo outsourcing: ci sono anche altre strategie utili alla razionalizzazione dei costi. «L’importante è avere un’idea ben precisa della propria organizzazione», riprende Palma. «Perché mandare a casa una persona è sempre un dramma personale e una sconfitta per l’azienda. Meglio allora cercare di basare il proprio organigramma sui dati di performance medi della propria struttura e quindi ricorrere agli strumenti che l’attuale legislazione mette a disposizione del management, tra cui anche il nuovo Contratto nazionale del lavoro, per affrontare con flessibilità i momenti di picco della domanda».
E poi esistono sempre spazi di manovra in tema di approvvigionamento. «Energia e materie prime», conclude Buono, «sono due variabili da tenere sempre in considerazione. Non rimanere fossilizzati sugli stessi fornitori, ma sondare costantemente il mercato per capire se esistono offerte più convenienti, magari sfruttando le sinergie che derivano dall’eventuale appartenenza del proprio hotel a un gruppo più ampio, è un’attività imprescindibile per tutti».


La formula dell’evento

Esiste un modo per razionalizzare in modo efficace i costi? Esiste un metodo per ridurre le spese e lasciare contemporaneamente inalterati gli standard di servizio? Esiste, in altre parole, un approccio al risparmio che possa essere considerato strategico? Sono queste alcune delle domande a cui intende rispondere il roadhsow per professionisti dell’ospitalità «Pensando al cost-saving in chiave strategica». Nato da una partnership tra Job in Tourism e il progetto HotelVolver, che riunisce una serie di imprese specializzate in varie tipologie di servizi in outsourcing per l’industria ricettiva, l’evento vuole dare risposte concrete a tutte quelle esigenze di razionalizzazione dei costi, che l’alto livello di competizione del mercato attuale impone alle imprese alberghiere.
Giunto ormai al suo quarto appuntamento, in programma a Milano dopo le tappe di Roma, Napoli e Bologna, il roadshow prevede l’esposizione di una case history da parte di una significativa realtà alberghiera attiva nella località toccata dell’evento e un intervento di un rappresentante HotelVolver, società che, per definizione, fa dell’ottimizzazione dei costi la propria ragion d’essere principale. A tali momenti segue, quindi, una serie di spazi istituzionalizzati di dibattito pubblico tra tutti i presenti, i cui contenuti saranno oggetto di un ampio reportage, successivamente pubblicato da noi di Job in Tourism.

COMMENTI
« L'outsourcing può presentare alcuni lati negativi, come la difficoltà nel mantenere un buon livello di prestazione (ad esempio il turn over del personale ai piani di un fornitore esterno comporta un continuo controllo oltre a dover provvedere a inserimenti e formazione reiterati).
Postato da ElenaSi , - 12:39:01 21-09-2010

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