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In hotel arriva l’outlet manager
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A metà tra un art director e un regista. È l’outlet manager dell’InterContinental de la Ville di Roma, Alessandro Tortora. Una nuova figura voluta circa cinque mesi fa dal general manager della struttura capitolina, Ciro Verrocchi, per migliorare la qualità dell’offerta food & beverage in tutte le declinazioni che essa può assumere in un albergo: dai bar ai locali ristoranti, fino al catering negli spazi congressuali e al servizio in camera. «Non solo», racconta lo stesso Tortora. «Io mi occupo anche di tutto ciò che riguarda i dettagli relativi all’immagine e all’aspetto esteriore dei nostri spazi pubblici».
L’outlet manager rappresenta, in pratica, il complemento ideale dei responsabili food & beverage ed eventi. «In questo modo i miei due colleghi del comparto ristorazione e del mice si possono concentrare maggiormente sulla parte commerciale del loro lavoro, mentre io curo gli aspetti più esecutivi. Certo, ci vuole molta collaborazione e grande dialogo tra tutti, ma questo è proprio lo spirito che noi all’InterContinental de la Ville cerchiamo di mettere in tutte le cose che facciamo».
Una cooperazione che ha già dato il via a numerosi progetti. A partire da una serie di operazioni di co-marketing con alcune case vitivinicole e aziende alimentari per proporre eventi enogastronomici a tema. «Non solo», aggiunge Tortora. «Alcune delle nuove iniziative sono state intese anche a migliorare l’aspetto e l’appeal dei nostri outlet: grazie a una partnership con una società bresciana specializzata in servizi per il giardinaggio, per esempio, abbiamo organizzato alcuni angoli verdi per abbellire la vasta terrazza dell’hotel. Uno spazio, quest’ultimo, che è stato anche il palcoscenico di un’installazione di luci, realizzata, questa volta, in co-marketing con un’azienda di design. Infine, abbiamo ringiovanito anche il layout delle nostre carte dei vini e dei menu».
Ogni nuova operazione, in particolare, ha seguito una logica precisa: migliorare la qualità dell’offerta dell’InterContinental de la Ville, tenendo al contempo conto della redditività di ciascuna azione. «Rispettare il principio base di qualsiasi iniziativa economica, ossia l’efficacia del ritorno sull’investimento, è una variabile imprescindibile della nostra attività», riprende Tortora. «Ma occorre anche fare in modo che gli ospiti si accorgano degli sforzi compiuti dall’albergo per venire incontro alle loro esigenze. Meglio, perciò, concentrarsi sugli interventi più facilmente percepibili dai clienti, magari anche spiegando loro che cosa è stato fatto per migliorare la qualità dell’offerta».
Estrema importanza, nel ruolo dell’outlet manager, rivestono inoltre gli aspetti legati alle strategie di gestione del personale. «Sono assolutamente convinto che l’esempio personale rappresenti, in questo, la variabile chiave per ottenere i risultati migliori: con i più giovani prima di tutto, ma anche, se non soprattutto, con chi, in hotel, è presente da più anni rispetto a me. È l’unico modo per conquistare la loro fiducia. Per il resto, passione, flessibilità e responsabilizzazione sono le parole d’ordine che devono informare di sé chiunque lavori nel campo dell’ospitalità».
Inventarsi una nuova figura come quella dell’outlet manager, infine, rappresenta sicuramente una sfida impegnativa, «che tuttavia non si può vincere da soli», ci tiene a precisare Tortora, «ma solo con l’ausilio di tutto lo staff. La misura delle mie performance, in fondo, si parametra sulle previsioni del budget e sui risultati concreti che tutti insieme concorriamo a produrre. Certo, diventare outlet manager è uno step importante anche per la mia carriera, perché mi consente di avere a che fare praticamente con tutti i comparti di un hotel: un’occasione importante per chi, come me, ambirebbe a diventare, prima o poi, general manager. Senza, però, saltare nessun gradino, per essere sicuro di arrivare alla meta debitamente preparato».
La carriera

«Io vengo dal Cilento e a dieci anni mi davo già da fare in una piccola azienda balneare locale. Mi ricordo ancora che quando si trattava di preparare lettini e sdraio, al mattino, non mi limitavo ad aprirli a casaccio sotto ogni ombrellone, ma aspettavo l’arrivo dei clienti, poi chiedevo loro quale disposizione preferissero e cercavo in ogni modo di accontentarli. La soddisfazione, oltre a qualche mancia, consisteva nella possibilità di conoscere sempre persone nuove, provenienti da tanti luoghi diversi. Ed è questo uno degli aspetti del lavoro che ancora adesso mi appagano di più».
Così Alessandro Tortora racconta la nascita della propria passione per l’hôtellerie e il mondo del turismo. La sua carriera si è poi dipanata soprattutto in hotel del settore lusso, come il Savoy di Londra, il Principe di Savoia di Milano e il St. Regis Grand Rome. Mentre lavorava alle dipendenze del gruppo Starwood, Tortora è stato anche food & beverage consulting per la ristorazione interna della camera dei deputati italiana. Recentemente ha poi ricoperto il ruolo di executive assistant manager director of food & beverage del Boscolo Exedra di Roma e di food & beverage manager presso il Romeo hotel di Napoli. Tra il 2008 e il 2009, infine, ha insegnato f&b management presso vari istituti scolastici, tra cui la scuola universitaria Uet di Roma.

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