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Dare corpo a un’idea romantica
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La sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di magico. Una visione romantica ha guidato Riccardo Meneghelli, con i suoi soci Khalid Bitar, Massimo Scatto e Moreno Dorigo, nella realizzazione dell’El Miria Palace: il riad, aperto da poco più di un anno nell’elegante quartiere Palmeraie, si trova a pochi chilometri dal centro di Marrakech, una delle quattro città imperiali del Marocco. «Tutto cominciò quando un operaio, che stava lavorando alla ristrutturazione di un mio appartamento a Marrakech, mi raccontò di un terreno edificabile in vendita», spiega lo stesso Meneghelli. «Andai a vederlo e ne rimasi completamente affascinato. Convinsi allora Khalid, un mio amico di origine marocchina con cui avevo condiviso gli studi di farmacia a Ferrara, a gettarsi nell’impresa di costruire un hotel. Un’avventura nuova sia per me sia per lui, che ci siamo sempre occupati di riabilitazione e cosmesi, e in cui coinvolgemmo poi anche altri due soci italiani».
A conquistare tutti, l’idea di costruire un albergo come se fosse stata casa propria. Il tutto, naturalmente, senza dimenticare le esigenze economiche: sia al momento della progettazione e della costruzione, sia in fase di gestione. «Dei circa 1,5 milioni di euro d’investimento», specifica Meneghelli, «noi soci abbiamo messo attorno al 35%, mentre la restante parte è stata coperta da alcuni finanziamenti di istituti di credito italiani».
Con grande determinazione i quattro soci hanno così dato corpo al loro progetto di riad: un elegante 5 stelle di dieci camere, con forti richiami alla tradizione berbero-marocchina negli ambienti e negli arredi, moderati però da una sensibilità moderna e tutta italiana nella definizione di spazi mai sovraccarichi di oggetti e suppellettili. «Sia per le materie prime, sia per la mano d’opera, ci siamo quasi esclusivamente rivolti a maestranze locali», aggiunge lo stesso Meneghelli.
E anche per il personale, con la notevole eccezione del direttore, l’italiano Silvio Zanoni, già guida di Cobratours per le escursioni nel deserto, i soci di El Miria Palace hanno ricercato solo collaboratori del posto. «Oggi ne siamo davvero molto contenti. All’inizio, però», prosegue Meneghelli, «qualche difficoltà l’abbiamo incontrata, anche perché qui è difficile trovare personale abituato a lavorare in strutture 5 stelle. Ma con il necessario periodo di training, in poco tempo siamo riusciti a garantire gli standard qualitativi che volevamo raggiungere. Tanto che, in poco più di un anno di attività, sono già molti i repeater a frequentare il nostro riad».
Per la stragrande maggioranza, in particolare, la clientela proviene dall’Italia e, a seguire, dallo stesso Marocco, dalla Francia e dalla Spagna. «Abbiamo offerte per tutte le esigenze, con camere che vanno da 120 a 350 euro a notte», conclude Meneghelli. «E devo dire che, nonostante il momento economico delicato, abbiamo riscosso un certo successo fin da subito. Tanto che, dopo solo un mese di attività, i ricavi riuscivano già a coprire le spese di gestione. Decisivo, in tal senso, è stato a mio avviso il lavoro svolto dal nostro ufficio stampa, Pizzinini Scolari comunicazione, che nel solo arco del 2009 è riuscito a darci visibilità per un controvalore complessivo, in termini pubblicitari, di circa 360 mila euro. Per parte nostra, poi, noi cerchiamo di frequentare tutte le maggiori fiere b2b d’Europa, in modo da instaurare rapporti proficui con agenzie di viaggio e tour operator. Ci serviamo, inoltre, molto del web e cominciamo già a beneficiare di un buon effetto passaparola. Date queste ottime premesse, il nostro obiettivo è così quello di raggiungere il break even in breve tempo, probabilmente prima dei tre-quattro anni solitamente necessari a strutture paragonabili alla nostra».

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