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Un festival dedicato alla carne e alla mozzarella di bufala
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Si è svolto di recente ad Amaseno, in provincia di Frosinone, il primo Baby festival della mozzarella di bufala. L’iniziativa, nata con il patrocinio del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in collaborazione con il Consorzio allevatori bufalini dell’Amaseno (Cab), è stata realizzata nell’ambito della consueta Fiera locale dell’agricoltura, che è giunta quest’anno alla sua dodicesima edizione. La formula del festival prevedeva, in particolare, che dieci chef, provenienti da differenti realtà regionali, si cimentassero con i prodotti tipici ciociari, quali la mozzarella, la ricotta e la carne di bufala della Valle dell’Amaseno, per interpretarli in base al loro background ed essere valutati da una giuria speciale, fatta solo di bambini.
La kermesse è stata organizzata con lo scopo di diffondere la consapevolezza che la carne di bufalo è tenera, molto gustosa, particolarmente dietetica e digeribile, mentre il latte di bufala contiene sostanze bioattive anticancerogene. Lo confermerebbe anche uno studio, effettuato su modelli animali, condotto dal gruppo di ricerca del professor Vincenzo Iaffaioli dell’Istituto nazionale tumori di Napoli: il merito sarebbe dell’acido butirrico, presente nel latte di bufala in quantità doppia rispetto al latte vaccino, che è biologicamente attivo per inibire formazioni cancerogene nel colon e nella tiroide.
«E il nostro territorio, che su 4 mila abitanti conta circa 270 aziende agricole e quasi 15 mila bufale, offre prodotti caseari di livello straordinario», racconta il presidente del Cab, Salvatore Rinna. Tra tutti i piatti portati in tavola durante le due serate della kermesse ciociara, i più apprezzati dalla giuria sono state così le fettuccine al sugo di bufala con scaglie di ricotta di Paolo Pecilli, del ristorante Antico Borgo dell’Aquila, e l’hamburger di bufala accompagnata da ricotta mescolata al pesto di Corrado Carpi, del ristorante La Bigoncia di Genova.

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