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Verso una nuova sostenibilità
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Negli Usa uno studio della US travel association, in collaborazione con la società di ricerche Ypartnership, indica che l’attenzione verso i prodotti sostenibili (in senso lato) è attorno al 78%, ma che soltanto il 9% dei consumatori è disposto ad accettare un costo aggiuntivo per acquisirli.
Remo Lucchi, amministratore delegato di Gfk Eurisko, ha proposto in un documento alcune riflessioni sullo sviluppo della domanda in questo periodo di crisi, che incrociano questa rilevazione. Ne sintetizzo qui il contenuto, che disegna un percorso per il prossimo futuro.
La sequenza che prima guidava la domanda (quantità - qualità - esperienze - emozioni) in questo momento è culturalmente superata, non regge più. La crisi è stata «shockante»: il senso di responsabilità sociale e di sostenibilità che si è incuneato è talmente forte che ha creato una decisa discontinuità.
I consumi, gli atti sociali, qualsiasi essi siano, adesso si devono giustificare culturalmente, devono rispondere a una nuova etica, a una nuova sostenibilità. Le nuove proposte di consumo, per essere attraenti, devono caricarsi di un significato aggiuntivo in questa direzione; ciò non significa che i precedenti valori innescanti i consumi non siano più validi (qualità, prezzi interessanti, esperienze di consumo…), significa solo che non sono più sufficienti e che le proposte di consumo devono caricarsi di un valore aggiuntivo, senza il quale il prodotto rischia di non giustificarsi.
È un modo in effetti non del tutto nuovo, ma che non ha sinora avuto successo in termini di volumi. Perché? Un motivo è perché il problema della sostenibilità è sempre stato solo «sussurrato» e non ha mai avuto il protagonismo che ha assunto ora, dopo un fatto così drammatico (crisi) e l’altro, il più importante, è che la sostenibilità è sempre stata fatta pagare, nel senso che in nome del beneficio sociale i singoli individui sono sempre stati invitati a sopportare personalmente dei costi aggiuntivi.
Ecco, il nuovo concetto di sostenibilità, quello che non deve essere tradito, passa obbligatoriamente anche attraverso una sostenibilità individuale: i singoli devono essere favoriti. E soprattutto occorre evitare gli errori fatti negli ultimi lustri: offerta arrogante centrata su se stessa e domanda sfruttata, solo da spremere. La domanda è partner del business, e come tale va trattata, in una relazione alla pari, continua.
Piccoli passi alla ricerca di un nuovo punto di partenza: ci si distinguerà per aver inquadrato ogni proposta di prodotto-servizio, di qualità e di prezzo interessante, nel concetto di sostenibilità, dai più vari punti di vista.

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