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Liquid smoking, un lancio atteso quasi un anno
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Lo scorso mese di ottobre, fece un gran clamore la notizia del lancio di un nuovo prodotto: il Liquid Smoking. Realizzato dalla United drink and beauty corporation, doveva trattarsi di un drink presentato in una lattina, dal contenuto di 275 millilitri, che ricordava il pacchetto rosso e bianco delle bionde. I comunicati di allora specificavano che il Liquid Smoking sarebbe stato disponibile non appena le autorità sanitarie avessero rilasciato il nullaosta per la sua produzione e commercializzazione: da dicembre 2008 in Olanda, poi a Londra e nel resto del mondo. Passati però molti mesi dall’annuncio, nulla è ancora accaduto e del Liquid Smoking sul mercato non si trova traccia. Il motivo, forse, risiede nella polemica scatenatasi al momento del lancio dei primi comunicati: secondo quanto apparso su molte testate di allora, il drink avrebbe, infatti, contenuto una percentuale pari al 15% di nicotina e avrebbe avuto un effetto rilassante, con gli stessi effetti del fumo, che prima ti dà una scossa, poi ti fa sentire più euforico e infine ti rilassa. Qualcuno sostenne persino che avrebbe potuto aiutare chi avesse voluto smettere di fumare, perché l’assunzione di Liquid Smoking avrebbe soddisfatto il desiderio di sigaretta per almeno un paio di ore. Un ottimo sistema per risolvere i problemi di chi avesse avuto desiderio di fumare nei locali pubblici. Ma anche un’esca formidabile per le associazioni antifumo, che si scagliarono fin da subito contro il nuovo prodotto, accusato di incoraggiare il consumo di sigarette, quando non di essere di per sé assai nocivo per la salute. E tutto ciò, nonostante l’amministratore delegato della United drink and beauty corporation, Martin Hartman, si fosse affrettato a smentire ufficialmente la presenza di nicotina all’interno della nuova bevanda.
Incuriosito dalla vicenda irrisolta, ho deciso perciò recentemente di contattare lo stesso amministratore delegato, che mi ha raccontato come, dopo ulteriori indagini di mercato, la sua compagnia avesse deciso di ritardare il lancio sul mercato di Liquid Smoking, per avere il tempo di cambiare l’immagine e le strategie di marketing, in particolare intervenendo sul formato e i colori della lattina. Un mutamento resosi necessario, a mio parere, a seguito delle veementi proteste delle associazioni antifumo. Vengo inoltre informato che ora si pensa di produrre due diverse versioni del drink, di cui una chiamata Liquid Chill e l’altra, ancora, Liquid Smoking. Mi vengono poi fornite le immagini delle due nuove lattine, che obiettivamente, pur essendo belle, non producono lo stesso effetto del prototipo originario. Mi viene, infine, confermato che il prodotto non contiene nicotina ma solo ingredienti naturali e che non si tratta di un energy drink ma di un relaxing drink. Così come mi viene assicurato che il prodotto vedrà la luce. Anche se, fino a oggi, ancora non ne sono riuscito a trovare traccia.

*Barman professionista e amministratore unico della società di consulenza Cl professional
L’Iba official world cocktail competition

Si è svolto a Berlino, dal 6 al 12 agosto 2009, il cinquantottesimo concorso mondiale dedicato ai professionisti del bere miscelato, organizzato dall’associazione internazionale dei barman Iba e riservato alle due categorie classic cocktail e flairtending. I due rappresenti italiani, Silvano Evangelista, per la categoria classic, e Cristian Salis, per la categoria flairtending, non hanno purtroppo avuto fortuna e non sono riusciti ad accedere alle fasi finali della competizione. Ma un italiano vincitore c’è stato lo stesso: Gianluigi Bosco, che nella categoria flairtending ha portato sul gradino più alto del podio la rappresentativa del Regno Unito. Al secondo posto è poi giunto Juan Santiago per l’Uruguay e, al terzo, Jorge Pareja, per il Perù. La categoria classic ha, invece, registrato il trionfo dell’Est Europa: Vladimir Banak, per la Slovacchia, si è, infatti, aggiudicato il primo posto, seguito da Miro Petrevcic, per la Slovenia, e da Sarka Janova, per la Repubblica Ceca. Premiata, infine, per la miglior tecnica, anche la barlady di Taiwan, Wu Jou Wen.

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