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Benessere 5 stelle lusso
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Un’offerta spa di qualità, capace di coniugare benessere e salute con le più autentiche atmosfere delle Alpi svizzere. È questo l’obiettivo del nuovo centro benessere del Badrutt’s Palace di St. Moritz, che proprio in questo periodo sta andando incontro a una complessa opera di restyling, il cui completamento è previsto tra qualche mese, dopo ben tre anni di lavori. «Quest’anno, però», racconta il pr manager della storica struttura incastonata tra le vette dell’Engadina, Eva Reinecke, «abbiamo fatto davvero dei passi da giganti, grazie all’inaugurazione, ad agosto, della wet zone: un’area dotata di frigidarium, bagno turco, due saune a diverse temperature e una doccia tropicale. Per l’inizio dell’imminente stagione invernale, inoltre, abbiamo in programma l’apertura delle 14 nuove treatment room, mentre il lancio del ristorante wellness, dell’area fitness e del kids club è previsto per l’estate 2010».
Non è dunque enorme lo spazio benessere del Badrutt’s Palace. «Ma con servizi adeguati a una struttura 5 stelle lusso come la nostra», prosegue Reinecke. «Un modo per garantire agli ospiti un’offerta wellness conforme alle loro esigenze, senza tuttavia stravolgere la nostra natura di hotel eminentemente leisure. Perché, con la conclusione dei lavori di ristrutturazione della spa, non abbiamo intenzione di cambiare l’identità del nostro albergo, facendolo diventare Badrutt’s Palace hotel & spa, ma solo di migliorare ulteriormente il livello di un’offerta, come quella benessere, ormai imprescindibile per ogni struttura del nostro livello».
Gli ambienti dell’area benessere sono così caratterizzati da atmosfere tipicamente svizzere, in linea con quello che è lo stile prevalente di tutta la struttura. «In questo modo intendiamo raggiungere un duplice obiettivo», spiega Reinecke. «Tutelare l’unicità della nostra offerta, distinguendola dalla prevalente ambientazione esotica di molte spa, e ribadire il nostro costante impegno per un’ospitalità eco-compatibile». Il Badrutt’s Palace è, in effetti, assurto agli onori delle cronache alberghiere, in tema di sostenibilità ambientale, per aver adottato, ormai quasi tre anni fa, un innovativo sistema di riscaldamento, che utilizza l’acqua del lago St. Moritz per le proprie pompe di calore, riducendo così le emissioni di anidride carbonica dell’80% all’anno. Coerentemente con questa linea di pensiero, anche la spa è stata perciò realizzata con materiale a chilometro zero, esclusivamente proveniente dal territorio circostante: il legno d’abete, elemento classico dell’architettura dell’Engadina, e il granito della cava del Passo del San Bernardino, situato a pochi chilometri da St. Moritz.
«Anche molti dei nostri trattamenti utilizzeranno prodotti cosmetici interamente realizzati con materie prime locali. Inoltre, la nostra wellness advisor, Martha Wiedemann, è un’esperta di discipline ayurvediche. Farà perciò largo ricorso alle proprie conoscenze specifiche per elaborare proposte in grado di coniugare benessere psico-fisico e bellezza. Stiamo già preparando dei trattamenti unici ed esclusivi, che pensiamo di lanciare all’inizio della prossima stagione invernale, ma, al momento, non posso ancora rivelarne i particolari».
Più classici, invece, i pacchetti in programmazione, che conterranno gli elementi tradizionali di un’offerta wellness 5 stelle lusso, come, per esempio, proposte per un weekend romantico dedicato alla coppia, con cena a luna di candela e trattamenti per due. «Non costruiremo, però, un menu wellness troppo lungo», conclude Reinecke. «Ancora una volta, il nostro obiettivo è quello di realizzare un’offerta limitata, ma al contempo varia, concentrandoci soprattutto sulla qualità del servizio. Ed è per questo motivo che abbiamo intenzione di organizzare una serie di programmi formativi riservati a tutto lo staff dell’area wellness. I nostri collaboratori della spa, in particolare, dovranno dimostrare, oltre alla passione per il proprio lavoro, una spiccata apertura verso le nuove idee. Ma soprattutto è necessario che credano in ciò che fanno, perché non si può operare nel benessere senza prima stare bene con se stessi».
Un hotel nato per scommessa

Il Badrutt’s Palace è nato letteralmente da una scommessa: alla metà dell’Ottocento, le valli dell’Engadina, nei mesi più caldi, erano già visitate dai turisti inglesi, che tuttavia se ne andavano all’arrivo dei primi freddi. Alla fine dell’estate 1864, un albergatore locale di nome Johannes Badrutt decise, però, di invitare i viaggiatori britannici a tornare a Natale, promettendo loro un inverno caldo e soleggiato, ideale per le attività all’aperto. Badrutt si era persino impegnato a rimborsare personalmente le spese di viaggio, nel caso il proprio consiglio si fosse rivelato sbagliato. Altrimenti, gli ospiti sarebbero rimasti fino a primavera. E gli inglesi rimasero, perché a St. Moritz il sole splende per la maggior parte delle giornate invernali. Ma soprattutto tornarono ancora altre volte, decretando, in questo modo, il successo della destinazione elvetica. Alla pensione che ospitava i primi turisti invernali, e che divenne poi l’hotel Kulm, la famiglia Badrutt fece così seguire una dimora più grande e consona: il Badrutt’s Palace hotel appunto.
L’albergo venne inaugurato nel 1896, alla presenza di May of Teck, moglie del futuro re inglese Giorgio V. La principessa britannica inaugurò così la lunghissima serie di personalità celebri che soggiornò, negli anni, presso il Badrutt’s Palace. Tra queste, molte star del cinema, come, per esempio, Alfred Hitchcock, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Sofia Loren e Marcello Mastroianni, nonché, più recentemente, Rupert Everett, Claudia Schiffer e George Clooney.
All’inizio del secolo, quando gli ospiti erano prevalentemente famiglie aristocratiche e dell’alta borghesia inglese, la vita del Badrutt’s Palace era morigerata e rispettosa dell’etichetta. Dopo la seconda guerra mondiale, invece, l’atmosfera divenne più rilassata, e le storie che circolavano sulla dolce vita al Badrutt’s Palace sono eccentriche e a volte piccanti. Negli anni Cinquanta, pare che, per mantenere un po’ d’ordine, un cameriere improvvisatosi vigilante girasse nei corridoi dell’hotel a notte inoltrata e invitasse gli ospiti, al suono di una campanella, a rientrare in camera. Negli anni Sessanta e Settanta, quando Gianni Agnelli arrivava a St.Moritz da Torino in elicottero per sciare, si tenevano feste ogni sera, alcune delle quali entrate nella storia: come quella in cui gli ospiti vennero invitati a notte inoltrata a presentarsi «così come pensavano sarebbero stati nell’anno 2000».

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