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Chi nun fatica magna e beve
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Mestiere non facile fare impresa in Italia. Due esempi, di natura diversa, ma ugualmente esemplificativi: il governo, nel suo pacchetto anticrisi, ha promosso una moratoria sui debiti delle piccole imprese e già il 3 settembre Emma Marcegaglia, presidente degli industriali, dichiarava: «Spero non sia una presa in giro». Banca Intesa, tra le varie indicazioni date alle sue strutture, indica che non possono essere rinviati i crediti dei finanziamenti del valore unitario inferiore ai 50 mila euro. Ora, una piccola azienda, che abbia anche cinque posizioni aperte da 40 mila euro cadauna, si troverebbe nelle condizioni di non soddisfare le prescrizioni della banca e quindi di non potersi avvalere dei benefici tanto pubblicizzati. Debbo dare ragione al ministro dell’economia Giulio Tremonti, quando afferma che le banche (tutte o alcune?) non fanno abbastanza?
Il secondo esempio è paradigmatico della scarsa attenzione che le aziende fornitrici di servizi di pubblica utilità hanno per l’utenza. Tornato il 19 agosto dalle vacanze, ho trovato un tagliando nella casella della posta in cui si comunicava la giacenza in un ufficio postale di una lettera raccomandata. L’informatizzazione delle poste consente ora ai postini di utilizzare un terminale portatile che attua una tracciatura della corrispondenza e, nel caso di mancata consegna, di rilasciare un tagliando, stampato dal terminale stesso, riportante le indicazioni sull’ufficio di giacenza della corrispondenza e sugli orari di apertura.
Che bello: mi sembrava di essere in un paese rinnovato, anche le poste si erano aggiornate. Sotto la canicola, in una città deserta, alle 14.30 sono andato a ritirare la raccomandata. L’orario stampato riportava che l’ufficio sarebbe stato aperto tutti i giorni sino alle 18, a esclusione del sabato, in cui l’apertura sarebbe stata solo al mattino. Che precisione! Troppo bello. Arrivato all’ufficio postale, grondante di sudore, ho trovato esposto un cartello che informava che l’ufficio, per i giorni centrali d’agosto, avrebbe chiuso alle 14. L’informatica serve appunto per fornire informazioni aggiornate, solo che ci si prenda la briga di considerare l’utente come meritorio di un minimo di attenzione e, in questo caso, si aggiornino i dati che usciranno dal terminale. Ma tanto, chi se ne importa…
Settembre, siamo in attesa della ripresa ventilata da più parti, ma restiamo con i problemi irrisolti di sempre, cui bisogna trovare soluzione con individuale impegno e buona volontà. Tanto che talvolta, affaticati, viene quasi da condividere il proverbio napoletano che dice: «Chi fatica magna, chi nun fatica magna e beve».

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