trovalavoro
chiudi

INVIA L'ARTICOLO AD UN AMICO

Il tuo nome

Il tuo indirizzo e-mail

Il nome del tuo amico

L'indirizzo e-mail del tuo amico




Imparare le lingue sul luogo
di

Articolo

Una media di circa 250 mila turisti ogni anno. È il dato relativo al mercato dei viaggi studio italiano: un comparto sicuramente di nicchia, ma che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante all’interno dell’industria turistica nazionale. «L’offerta di soggiorni all’estero, dedicati a chi desidera migliorare le proprie conoscenze linguistiche, è arrivata nel nostro paese una quarantina di anni fa, grazie all’iniziativa di alcuni storici operatori internazionali di origine scandinava, che per primi hanno pensato di esplorare questo comparto», spiega il direttore viaggi studio di Inter-studioviaggi, Donatella Morgante. «Il successo iniziale di tali proposte ha così spinto alcune società italiane a seguirne le orme, mirando però a costruire un’offerta maggiormente tagliata sulle specifiche esigenze del mercato nazionale. È così che, col tempo, la proposta di viaggi studio dedicata alla domanda italiana è venuta assumendo proprie caratteristiche distintive».
Domanda. Qualche esempio?
Risposta. La soluzione soggiorni in famiglia, oggi, non è più la preferita come una quindicina di anni fa. Essa, infatti, è stata sostituita da quella in college con sistemazione in camere singole dotate di servizi privati. Un’evoluzione, quest’ultima, che per un verso può essere senz’altro considerata una diretta conseguenza della progressiva diminuzione dell’età media dei partecipanti ai viaggi studio, oggi generalmente appartenenti a una fascia più o meno corrispondente al periodo compreso tra la fine delle scuola media e gli inizi delle superiori. Ma, per un altro verso, è invece da far risalire anche alla proverbiale apprensione delle famiglie italiane nei confronti dei propri figli. Tanto più che nel resto d’Europa, spesso, si prediligono soluzioni in camere comuni con servizi al piano.
D. Preoccupazioni dei genitori a parte, quali differenze esistono tra l’attività di un tour operator tradizionale e quella di un operatore che si occupa di vacanze studio?
R. Praticamente nessuna. Se non la maggiore responsabilità, dovuta al fatto che noi abbiamo a che fare con un ingente numero di minori. Per il resto, gli aspetti delicati che dobbiamo saper affrontare sono sempre gli stessi: ritardi dei voli, scioperi, piccoli infortuni, malattie. Ed è per questo che i parametri con cui si può giudicare della solidità di un operatore del nostro settore sono i medesimi di quelli utilizzati per valutare quella di un tour operator tradizionale: serietà, esperienza e disponibilità finanziaria per far fronte immediatamente a eventuali urgenze.
D. Proprio a tale proposito, come vi state comportando in questo periodo di emergenza legata allinfluenza H1N1?
R. Premesso che, a nostro parere, è stata scatenata una campagna eccessivamente allarmistica, i nostri programmi sono tuttora in pieno e regolare svolgimento. I centri con cui collaboriamo, inoltre, vantano strutture residenziali universitarie soggette ai severi controlli imposti dalle normative vigenti anche in tema di prevenzione della salute pubblica. E, in ogni caso, il nostro staff in loco è stato opportunamente istruito al monitoraggio delle condizioni generali degli studenti, sia a scopo preventivo sia nel caso di manifestazioni di sintomi sospetti.
D. Tanto più che l’allarme è scattato proprio nei mesi più caldi, ossia in un momento particolarmente delicato per voi. Quali sono, a tale proposito, i periodi di picco della vostra attività?
R. Sicuramente il mese di luglio, ossia appena terminati gli impegni di studio. Anche se, ultimamente, la stagionalità si sta sempre più restringendo. La riforma che ha introdotto i debiti formativi, con il conseguente obbligo di partecipazione ai corsi di riparazione che si tengono proprio a luglio o a settembre, non permette infatti a molte famiglie di organizzare tempestivamente le vacanze dei propri figli. Così, negli ultimi anni, abbiamo assistito a una certa contrazione della durata media del soggiorno studio: un paio di decadi fa i nostri cataloghi pubblicavano proposte per vacanze della durata variabile da due a quattro settimane. Oggi ci limitiamo alle offerte da 14 giorni, garantendo eventuali estensioni solo su richiesta.
D. Quali sono, allora, gli sviluppi futuri del comparto?
R. Nonostante allarmismi e ostacoli pratici, il mercato regge. E poi registriamo la crescita anche di altre tipologie di domanda, soprattutto quella relativa agli anni scolastici all’estero. Si tratta di una formula che permette agli studenti di frequentare le lezioni in omologhi istituti internazionali, con l’opportunità di vedersi poi riconoscere il percorso dalla scuola italiana. Di solito tali periodi di studio vanno dai sei ai dodici mesi, ma da qualche tempo è possibile, e stanno avendo molto successo, anche fare esperienze più brevi nelle scuole australiane e neozelandesi. In questo modo si può sfruttare il periodo delle vacanze estive, godendo dei benefici di un’esperienza altamente formativa, senza al contempo avere nessuna ricaduta sulle prestazioni scolastiche in Italia.
D. Di tutti i paesi ai nostri antipodi ha citato proprio Australia e Nuova Zelanda. Ciò vuol dire, come del resto era abbastanza prevedibile, che le nazione anglofone sono le più gettonate?
R. Certamente. Quest’anno, in particolare, le mete preferite sono state Londra ed Edimburgo. Sono poi andati molto bene anche gli Stati Uniti. Esiste, però, pure un’offerta di soggiorni in altri paesi, come la Francia, la Spagna e la Germania. Diciamo che le destinazioni anglofone coprono circa l’85% della domanda complessiva, mentre alle altre spetta il restante 15%. Una vacanza studio all’estero però non si riduce solo all’apprendimento delle lingue, ma è un momento formativo a 360 gradi, fatto di confronti con ambienti diversi e, soprattutto per i più giovani, delle prime esperienze di vita autonoma. Tanto è vero che un’altra formula di crescente successo è quella dei summer camp: un programma sostanzialmente esperienziale, tramite il quale si può partecipare, insieme a coetanei di ogni parte del mondo, a una sorta di colonia estiva internazionale.
Identikit di Inter-studioviaggi

Operatore con esperienza ultratrentennale specializzato nella realizzazione di programmi scolastici e linguistici per studenti di ogni fascia d’età, propone una serie di soluzioni di viaggio dedicate allo studio e all’approfondimento delle lingue straniere.
Stage di classe: programmi per soggiorni in lingua all’estero, realizzati su misura per gruppi scolastici durante il periodo degli studi;
High school experience: programmi per frequentare una scuola superiore all’estero, per periodi che vanno da un mese a un anno, con riconoscimento del ministero della pubblica istruzione;
Vacanze studio: corsi di lingua all’estero durante il periodo estivo, per ragazzi da 8 a 19 anni;
Work study: esperienze di lavoro all’estero per vivere attivamente la lingua e la cultura del paese ospitante;
Gite di classe: proposte e programmi per viaggi culturali di classe in Italia e all’estero;
Soggiorni studio: soggiorni linguistici e programmi di aggiornamento all’estero, effettuabili in ogni periodo dell’anno, per universitari, adulti, professionisti e insegnanti.

COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Nome *

Professione

E-mail

Commento *

Desideri ricevere un avviso quando viene pubblicato un commento successivo? Si No

* campi obbligatori