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In area Emea sono pochi gli investitori disposti a comprare
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In attesa di condizioni di mercato migliori, sono pochi gli immobili in vendita nell’area Emea (Europe, Middle East, Africa), salvo che in alcune realtà particolari, come Dublino, Lisbona e la Spagna dei resort, dove la recessione ha colpito duramente, spingendo gli investitori a ricorrere al mercato per arginare le perdite. «Il nostro ultimo sondaggio Hotel investor sentiment survey», spiega l’executive vice president di Jones Lang LaSalle hotels in Italia, Roberto Galano, «non fa altro che spiegare come mai gli attuali volumi delle transazioni siano così bassi. E dimostra che gli investitori sono estremamente incerti sui possibili ritorni economici, mentre a nessuno piace comprare in un mercato calante. Al deteriorarsi della situazione economica in Emea, gli investitori stanno così ricercando opportunità soprattutto nel mercato dei distressed asset e dei crediti in sofferenza, oppure in quello degli immobili delle città principali, quali Londra o Parigi, ma a prezzi che riflettono le proiezioni al ribasso del 2009».
In tutte le città Emea si è infatti assistito a un sensibile calo delle performance attese nell’immediato futuro, con le aspettative peggiori registrate in Europa dell’est, nel Regno Unito e in quei mercati che hanno aumentato sensibilmente l’offerta di strutture ricettive negli ultimi anni, come il Medio Oriente e il Nord Africa. A fronte di ciò, rispetto al sondaggio di ottobre 2008, migliorano però le aspettative di medio periodo per quasi metà delle città analizzate, la maggior parte delle quali situate in Europa occidentale. Alla base di questo seppur limitato miglioramento, paiono esserci il calo dei tassi di interesse, le politiche generalizzate di sostegno all’economia e la sensazione di avere raggiunto il picco minimo del mercato. Le risposte ricevute durante la ricerca non suggeriscono, però, che il raggiungimento del minimo significhi necessariamente l’inizio della ripresa. «Ci aspettiamo un periodo di stabilizzazione, a cominciare dall’ultimo trimestre del 2009», conclude infatti Galano, «ma i prossimi sei mesi saranno cruciali per determinare i trend di medio periodo del mercato».

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