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Obiettivo valorizzazione
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Proseguire lungo le linee d’intervento già tracciate, verso un impegno ancora maggiore in ambito formativo e nella direzione di un’ulteriore valorizzazione della figura del direttore d’albergo. Il presidente Ada, Franco Arabia, si dichiara sostanzialmente soddisfatto dei primi due anni passati alla guida della giunta esecutiva dell’Associazione direttori d’albergo: «Un cammino intrapreso ancora da poco, che però ha saputo già portare i risultati davvero positivi del nostro primo ciclo di formazione del corso superiore in economia e management. La sua formula itinerante non ha, infatti, impedito di registrare una folta partecipazione, che si è tradotta anche in classi composte da ben 50 partecipanti, senza mai peraltro scendere sotto le 30 presenze».
L’idea è perciò quella di replicare l’iniziativa anche l’anno prossimo. «Stiamo valutando, insieme ai responsabili del nostro Centro studi manageriali Mario Losciale, quali interventi apportare per migliorare ulteriormente la nostra proposta formativa», prosegue Arabia. «Pensiamo di effettuare un’analisi di tutte le materie trattate durante la prima edizione del corso, in modo da individuare quelle aree più sensibili, che meritano maggiori approfondimenti. Nel corso di quest’anno, in particolare, abbiamo registrato, com’era peraltro ipotizzabile, un grande interesse per le lezioni dedicate alle materie del controllo di gestione, del marketing e dell’It».
Altra novità riguarderà poi le sedi del corso, la cui struttura sarà ancora itinerante, ma toccherà regioni differenti rispetto a quelle della prima edizione. «In ogni caso», aggiunge Arabia, «non mancheremo di andare in Lazio e Lombardia, che, per importanza del mercato e numero dei soci, rappresentano due regioni centrali per noi. Non abbiamo inoltre neppure dimenticato la nostra intenzione di trovare, tra qualche anno, una sede fissa per i nostri cicli di formazione. Il progetto va avanti: per il momento, in particolare, abbiamo già ricevuto un interessamento da parte dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, ma stiamo vagliando anche altre possibilità».
Sempre in linea con l’obiettivo di favorire la professionalizzazione del ruolo di direttore d’albergo, s’inserisce pure il protocollo d’intesa con Manageritalia, la federazione nazionale che riunisce i dirigenti, i quadri e i professional del commercio, dei trasporti, del turismo, dei servizi e del terziario avanzato. «Pure in questo contesto», specifica il presidente Ada, «abbiamo allo studio dei progetti formativi, da realizzare anche grazie alla collaborazione con il loro Centro di formazione management del terziario. Ma soprattutto uno dei nostri obiettivi primari è quello di definire un contratto di lavoro specifico riservato ai direttori d’albergo quadri, sul modello di quello già esistente per i pari grado di livello dirigenziale. A tal fine, stiamo anche attivando un progetto di comunicazione atto a sensibilizzare la classe imprenditoriale in materia. Il tutto in un’ottica di dialogo e confronto costruttivo, caratterizzata da una visione del rapporto tra general manager e titolari d’azienda quale relazione tra parti complementari di un unico processo produttivo».
Permane così sotto il segno dell’attenzione all’evoluzione dei processi culturali, in termini sia personali sia d’immagine esterna della categoria, tutta l’azione della presente giunta Ada. «Occorre sviluppare un linguaggio comune a tutta l’area del management alberghiero», conclude Arabia, «Un elemento finora assente, ma assolutamente necessario per dare al nostro settore quell’autonomia disciplinare, capace di qualificare e valorizzare pienamente la nostra opera e il nostro lavoro. Siamo, inoltre, altrettanto persuasi che un general manager dell’ospitalità non si possa più permettere di essere solo un tecnico, un mero cultore degli strumenti e delle procedure dell’hôtellerie, ma debba necessariamente diventare un professionista a 360 gradi, capace d’interpretare i segni dei cambiamenti sociali e culturali complessivi, in termini di evoluzione della domanda, degli strumenti di comunicazione e del mercato nel senso più generale del termine. Una visione, quest’ultima, che comporta necessariamente tempi lunghi per la sua traduzione in effetti concreti. Ma che i nostri soci paiono condividere pienamente, come testimonia il largo consenso ricevuto dalla nostra giunta durante la recente assemblea generale di Taormina».

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