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Ricetta bavarese per il turismo
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Tiene il turismo in Baviera e consolida i risultati raggiunti negli scorsi anni facendo registrare, nel corso del 2008, un aumento degli arrivi complessivi dell’1% rispetto ai dodici mesi precedenti. Un risultato che, in tempi di cali generalizzati come il nostro, suona quasi come un trionfo. Di tali arrivi, in particolare, oltre il 77,5% è costituito da viaggiatori tedeschi, mentre gli italiani, con circa 550 mila turisti (+4% rispetto al 2007) e un totale di un milione di pernottamenti, rappresentano il terzo mercato per il Land germanico più vicino al nostro paese.
Da sottolineare è però soprattutto il dato relativo alla crescita che il mercato italiano ha totalizzato negli ultimi 13 anni: tra il 1995 e il 2008 gli arrivi dei nostri connazionali sono infatti aumentati di uno straordinario +88%. Frutto anche delle strategie implementate a partire dal 2000 da Bayern tourismus marketing: la società che, proprio al volgere del nuovo millennio, ha preso il posto dello storico Toursimusverband nella promozione della destinazione tedesca e che ha saputo coinvolgere in tale attività, oltre a esperti e professionisti del settore, anche gli aeroporti, gli enti fieristici, le associazioni di categoria e tutte quelle realtà economiche interessate allo sviluppo turistico della Baviera, in una prospettiva comune di valorizzazione sinergica della destinazione tedesca. I risultati di tale sforzo di coinvolgimento dei protagonisti dell’economia bavarese è peraltro ben sintetizzato dai 1.100 partner, non solo provenienti dal comparto turistico, che attualmente collaborano con Bayern tourismus e che ogni anno aumentano di circa il 20% il proprio budget dedicato alle azioni promozionali gestite e progettate dall’ente.
Alla base della politica di comunicazione di Bayern tourismus c’è così la creazione, nove anni fa, del marchio registrato Bayern, attraverso il quale fu stabilito di far passare tutta la promozione ufficiale del territorio. In questo modo anche i partner di Bayern tourismus, proprio grazie alla visibilità e alla riconoscibilità di tale brand, vedono ora potenziati i propri investimenti promozionali. Il secondo pilastro delle strategie di promozione bavaresi è poi rappresentato dallo sviluppo e dalla valorizzazione, in linea con le nuove tendenze del mercato dell’industria dei viaggi, delle offerte di nicchia e a tema, tramite la realizzazione di alcune linee di prodotto specifiche come, per esempio, Kunst, kultur & feste (arte, cultura ed eventi), Städte & Touren (città e tour) o WinterErlebnis Bayern (Baviera d’inverno). Il tutto, rafforzato dall’ideazione di marchi di qualità dedicati a specifici segmenti dell’offerta: Wellvital in Bayern per il wellness, Kinderland Bayern per le famiglie con i bambini, Lust auf Natur per il turismo verde, Gipfeltreffen per il business travel.
Ultimo nato, in tale contesto, è il Sightsleeping hotels, inaugurato nel 2007 e dedicato alle migliori strutture ricettive bavaresi per viaggiatori amanti di arte e cultura. La collezione, grazie alle ultime otto new entry, conta ora 27 indirizzi, scelti in base alla particolare cura delle ambientazioni e delle atmosfere, nonché all’attenzione per l’arte e la creatività, da una giuria composta da esperti di arte, cultura, design, giornalismo turistico e hôtellerie. «Quest’anno, in particolare», spiega l’amministratore di Bayern tourismus marketing, Sybille Wiedenmann, «si sono presentati ben 16 candidati. Segno inequivocabile che l’hôtellerie bavarese ha finalmente compreso il potenziale degli 8 milioni di persone che ogni anno viaggiano per cultura in Germania». Più rivolto, invece, ai canoni formali che hanno guidato la selezione, il commento di Ulrike Schillo, responsabile di prodotto per arte, cultura ed eventi dell’ente di promozione bavarese: «A colpirmi sono state soprattutto quelle strutture che hanno saputo sposare passato e futuro, riuscendo a inserire armonicamente opere contemporanee di valore internazionale in cornici storiche prestigiose, spesso appartenenti al patrimonio architettonico nazionale sotto tutela».
La Baviera si presenta, insomma, consapevole delle proprie forze all’appuntamento con quello che molti già definiscono l’annus terribilis dell’economia globale. L’obiettivo dell’industria dei viaggi del Land tedesco è così quello di non stare a guardare aspettando che passi la bufera, ma di consolidare e persino migliorare le performance di un comparto capace di generare un giro d’affari complessivo di oltre 24 miliardi di euro, pari a poco meno del 10% del pil totale del Land tedesco.

Nel 2008 bene anche lo scalo di Monaco

A corollario del panorama relativo all’industria turistica bavarese, arrivano anche i dati 2008 relativi all’aeroporto di Monaco che, nonostante il difficile quadro economico, ha chiuso gli scorsi dodici mesi con un nuovo record di passeggeri. A servirsi dell’hub aeroportuale internazionale della Baviera sono stati, infatti, oltre 34,5 milioni di persone: quasi il 2% in più rispetto all’anno precedente. Tale incremento ha così consentito all’aeroporto bavarese di collocarsi al settimo posto tra gli scali top ten d’Europa, registrando la seconda crescita percentuale più elevata del Vecchio continente. A livello mondiale, invece, lo scalo di Monaco è salito di un gradino, raggiungendo la ventisettesima posizione. L’incremento del traffico si è così naturalmente rispecchiato anche nel risultato economico. Secondo calcoli provvisori, infatti, al netto di imposte e ammortamenti, la società che gestisce l’aeroporto di Monaco, Flughafen München, ha fatto registrare, per l’esercizio trascorso, un risultato positivo di circa 48 milioni di euro: 3 milioni in più rispetto all’anno precedente.
A beneficiare di tale trend positivo è stata anche Air Dolomiti, la compagnia regionale italiana del gruppo Lufthansa e membro di Lufthansa regional, che dello scalo bavarese rappresenta il primo vettore non tedesco, grazie ai suoi oltre 310 voli settimanali da e per numerosi aeroporti italiani. «Per noi che svolgiamo soprattutto attività di feeder dalla penisola verso gli hub Lufthansa, Monaco rappresenta una porta d’ingresso privilegiata per l’Italia, nonché un punto di riferimento prezioso per tutti i viaggiatori della penisola», spiega il presidente e ceo di Air Dolomiti, Michael Kraus. «Quest’anno, inoltre, abbiamo da poco festeggiato l’arrivo dei nuovi cinque Embraer 195 che entreranno nella nostra flotta nel corso del 2009. Si tratta di vettori che rappresentano un’evoluzione storica per noi, perché per la prima volta ci permetteranno di operare con aeromobili di capacità superiore ai 100 posti. Gli E195, che con meno di quattro litri di cherosene a passeggero ogni 100 chilometri rappresentano pure una soluzione particolarmente economica e rispettosa dell’ambiente, andranno, in particolare, a sostituire gradualmente i BAe146-300 per un aumento della nostra offerta di posti complessiva del 17%».

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