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La Danimarca si tinge di verde
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La Danimarca si prepara a ospitare la prossima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a Copenaghen tra il 7 e il 18 dicembre 2009, e lo fa investendo decisamente sull’ecosostenibilità. «Il nostro obiettivo», spiega il direttore di VisitDenmark in Italia, Pernille Wantzin, «è quello di puntare sull’immagine del nostro paese quale destinazione sostenibile per eccellenza. È per questo motivo che gran parte della nostra campagna comunicativa in questo 2009 sarà proprio dedicata al tema dell’ecologia. Ma, naturalmente, non ci fermeremo solo alle parole».
È infatti già in programma una serie di eventi dedicati a questo tema, come, per fare solo un esempio, Co2penhagen: il primo festival musicale e artistico a impatto zero, in programma presso la Technical university della capitale ai primi di settembre. «Con questa iniziativa», prosegue Wantzin, «vorremmo dimostrare che energia verde può coincidere anche con design e divertimento. Tra le tante soluzioni creative per creare energia alternativa ci saranno così, per esempio, pure delle gare di ciclismo a squadre su cyclette-dinamo utilizzate per alimentare i dj-set».
L’anno scorso, poi, a Copenaghen è stata lanciata la strategia ambientale Environment metropolis - Our vision 2015. «Con questo progetto», riprende Wantzin, «la città si prefigge di diventare leader globale nel campo ambientale. Grazie al contributo dei propri cittadini, le emissioni di anidride carbonica pro-capite sono peraltro già passate, a Copenaghen, dalle 7 tonnellate del 1990 alle attuali 4,9 tonnellate. Il traguardo da raggiungere è però quello di ridurle di un ulteriore 20% entro il 2015».
Molte, inoltre, le certificazioni ecosostenibili delle strutture ricettive, come, tra le altre, la Den grønne nøgle (la chiave verde), lo Svanen (il cigno) o il Blomsten (il fiore). «Anche la catena svedese Scandic», specifica Wanzin, «molto presente qui in Danimarca, applica spontaneamente, da oltre 15 anni, politiche aziendali per ridurre l’impatto ambientale delle proprie strutture, mentre il gruppo danese Brøchner, grazie alle sue iniziative in grado di compensare le emissioni prodotte dai viaggiatori, è il primo brand alberghiero Co2-neutral al mondo».
Per quanto riguarda l’incoming dall’Italia, infine, i dati parlano, per i primi undici mesi del 2008, di una diminuzione dei pernottamenti di circa il 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Il recente aumento del numero dei collegamenti aerei dalla penisola», conclude Wanzin, «potrebbe però rendere il risultato complessivo del 2008 decisamente migliore. I dati di dicembre, anche se non ancora definitivi, ci fanno peraltro sperare in tal senso. Nel 2009 contiamo inoltre di registrare una crescita di circa il 2% dei pernottamenti italiani. Il tutto, pur non prevedendo un aumento del budget promozionale destinato alla penisola, anche a seguito del nuovo sforzo di VisitDenmark in direzione dei mercati emergenti di India e Russia. Tuttavia, in occasione della Bit, lanceremo un’originale e inedita iniziativa on-line, grazie alla quale una serie di viaggiatori italiani estratti a sorte potrà visitare il nostro paese a spese di VisitDenmark, per valutarne la qualità dell’accoglienza e diventarne, in seguito, testimonial».

Un ristorante completamente biologico

A Copenaghen, al numero 78 di Fredericiagade, si trova un locale davvero insolito: BioM è infatti un ristorante completamente bio. Il primo e finora unico nella capitale ad avere ottenuto l’eco certificazione ufficiale. «Quello che intendiamo fare», spiega lo chef Søren Hansen, «è dare una nuova immagine al cibo naturale, prodotto senza l’utilizzo di alcun componente artificiale. Molti, infatti, legano questi prodotti a particolari mondi di nicchia, i cui frequentatori sono spesso considerati vivere fuori dalla realtà quotidiana. Noi vorremmo, così, dare una dimensione meno elitaria al cibo biologico. Dimostrare, in altre parole, che è possibile trovarlo anche in un locale dall’offerta normale e variegata, seppur maggiormente legata alla stagionalità dei prodotti rispetto ai ristoranti tradizionali». Anche la vernice utilizzata per dipingere i muri del locale, nonché i piatti dei servizi sono peraltro ottenuti da materie prime naturali. «Vivere in maniera ecosostenibile», conclude Hansen, «non significa, infatti, necessariamente tornare indietro al diciassettesimo secolo come molti credono, ma è un obiettivo raggiungibile anche in un contesto contemporaneo e assolutamente normale come il nostro».

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