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E se d’estate nevicasse?
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Ho pigramente aperto il numero d’autunno della rivista Hotel managers, organo dell’Ada (Associazione direttori d’albergo), e mi sono soffermato sull’editoriale di Franco Arabia, che richiama l’attenzione sulla scarsa concretezza con cui, a livello governativo, si affrontano i problemi del turismo.
È interessante l’analisi che fa Arabia, quando dice che «l’incipit dell’editoriale nasce dalla lettura del resoconto della conferenza stampa di Michela Brambilla (sottosegretario di stato con delega al turismo) sull’andamento sfavorevole della stagione turistica, avendo rilevato nel testo generiche e fumose esternazioni prive di elementi progettuali e apparendo, l’intervento, come un languido tentativo di spostare l’attenzione sul piano sentimentale e non della concretezza, a prescindere dalle opinabili verità propinate…».
Prosegue Arabia: «Data la recessione economica, il regresso o la stagnazione della domanda interna ed estera, dopo il rinnovo della presidenza, ci saremmo aspettati di sentire notizie sui piani dell’Enit o su interventi di natura finanziaria, considerando che il sistema creditizio ha cambiato radicalmente pelle e pesa molto sulle attività turistiche…».
Non è il caso di riportare integralmente le argomentazioni dell’autore, ma preoccupa che un articolo scritto sul numero di autunno sia ancora di così grande attualità. Sicuramente le notizie a livello nazionale e internazionale in questi mesi non sono state positive. Anzi, sono tali da creare uno stato di apprensione; malgrado ciò non si sono avvertiti segnali forti di discontinuità nella conduzione della politica turistica (a eccezione di un intervento sull’Iva su alcune prestazioni di servizi).
Alcuni dati negativi si danno ormai per scontati: la crisi (innegabile) è diventata il grande tappeto sotto il quale nascondere le immondizie e la giustificazione per ogni mancanza di iniziative. Vorremmo uscire dalle liturgie dei convegni e affrontare concretamente i problemi; ho paura però che si stia nuovamente assistendo a una recita senza nerbo, di quelle che quando sono rappresentate a teatro lasciano tutti insoddisfatti.
Nel turismo, l’inverno si sta sviluppando a due velocità, con problemi nelle città e, grazie all’abbondanza di neve, buoni risultati nelle località montane. E nel prossimo futuro? E in estate? Sono domande alle quali, pur essendo ormai prossimi a tali scadenze, credo nessuno oggi sia in grado di rispondere con certezza. Ritengo sia necessario attrezzarsi e affrontare il quotidiano con determinazione: può sempre cadere una nevicata improvvisa!

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