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Benessere tra golf e Barolo
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Il mercato europeo delle spa e dei centri benessere è sempre più al centro degli interessi di grandi gruppi di investitori. Una recente indagine della società di ricerche di mercato Diagonal reports prevede, infatti, una continua crescita del segmento nel Vecchio continente. Tuttavia, nella sua rapida evoluzione, il mercato del benessere ha generato numerose varianti dello spa concept primitivo, in termini sia di strutture sia di ambienti e trattamenti. Secondo le previsioni del rapporto Diagonal reports, in particolare, nel futuro nasceranno nuovi complessi con caratteristiche diverse, ma tutti con l’obiettivo dello star bene con se stessi.
Una delle tendenze più innovative è così quella di creare centri benessere a portata di mano, facilmente raggiungibili o addirittura inseriti in contesti di vita quotidiana, come le stazioni ferroviarie o i centri commerciali. Un altro trend recente riguarda poi l’integrazione sensibile delle strutture nel paesaggio naturale circostante. Un progetto volto alla valorizzazione dei valori ambientali, culturali ed enogastronomici di un territorio ricco di tradizioni vitivinicole pregiate è, per esempio, quello del nuovissimo Vigne del Barolo gof resort di Cascina Biavasca, in provincia di Cuneo. Si tratta di un complesso, come spiega il suo stesso ideatore, l’architetto Renzo Costa, arditamente sospeso tra ordine e disordine: «Esso è il risultato di un serrato confronto tra l’istintività di un gesto improvviso e la lacerazione della corte centrale, nella quale viene liberata un’energia nativa con un esercizio paziente e prolungato che ha operato per fasi successive. Penetrante è stata così la ricerca della struttura nascosta delle forme, della luce, degli spazi geometrici e dei collegamenti verticali e orizzontali, con i vuoti improvvisi percepiti nelle arcate della hall, per intuire finalmente e poi fruire dell’importante spazio wellness che recupera le antiche cantine e le fa dialogare con lo spazio inventato nelle viscere della terra».
È interessante scoprire l’ispirazione alla base della trasformazione di una vecchia cascina delle Langhe immersa tra le viti di Barolo, con volumi ordinati a ferro di cavallo che definiscono una tranquilla e tradizionale corte interna, in un luogo dove la ricerca del benessere, inteso in senso lato, diventa prioritaria.
All’origine c’è infatti la possibilità, immersi in una porzione di natura meravigliosa che appare per certi versi surreale all’interno di un ecosistema sensibile e vivo, di intravedere dal complesso il paesaggio all’orizzonte del campo da golf con i suoi green, i laghi e le verdi colline e di percepire la parabola della pallina: il magico momento del golfista. «Per un attimo, cercando un gesto capace di liberare l’energia creativa, ho pensato al vuoto che trova la pallina quando cade nella buca, a quel risultato del compimento del gesto del golfista, al suo movimento coordinato e lento», racconta ancora Costa. «Mi è venuta in mente, così, istintivamente un’operazione decisa, in grado di ferire la terra violandone il segreto, per creare un volume in negativo grazie a una vera e propria opera di land-art, capace di definire un’architettura completa vivente nel sottosuolo, con l’acqua che la riempie».
Questa, in sintesi, la premessa progettuale alla base dello spazio wellness seminterrato: un vero e proprio taglio del terreno con l’inserimento di un volume di chiusura in cristallo, che ricopre l’area della piscina interrata. Il risultato è un resort cult dove innovazione, tradizione e ricerca si fondono in un intervento d’architettura contemporanea a misura d’uomo.

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