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Tra innovazione e tradizione
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WWW.FELDMILLA.COM
«La decisione di lavorare insieme ha rappresentato uno stimolo importante per la creatività di entrambi gli esercizi. Tra i nostri piani per il prossimo futuro pensiamo, per esempio, di proporre programmi per incentive aziendali nei quali natura e cultura saranno le colonne portanti dell’offerta, insieme alle emozioni che provengono dalla nostra cucina e dal nostro hotel. L’intento è quello di far sperimentare agli ospiti il vero Alto Adige tramite la stimolazione di tutti e cinque i sensi». Così Ilga Valentin, responsabile del coordinamento del progetto di fusione, sintetizza natura e spirito di un’iniziativa originale che ha visto un ristorante e un albergo di Campo Tures, piccola località situata in Valle Aurina, unirsi in un’unica struttura.
Protagonisti di questa innovativa proposta sono due imprenditori altoatesini, con l’ambizioso obiettivo comune di ottenere e raggiungere sempre il meglio per sé e per i propri ospiti: Günther Plankensteiner, chef del ristorante Leuchtturm, e Kurt Leimegger, titolare del 4 stelle di 34 camere, Feldmilla. Il progetto si concretizzerà, in particolare, il 1° dicembre con l’inaugurazione ufficiale del secondo ristorante di Plankensteiner a Campo Tures: il Toccorosso, presso appunto l’hotel Feldmilla. Ognuno dei due protagonisti rimarrà ancorato al proprio ruolo precedente, ma condividerà una comune strategia tesa a esaltare le novità e a sperimentare i trend più innovativi dell’ospitalità, sempre però con la piena consapevolezza del valore della tradizione.
Il ritorno alla raffinatezza della semplicità, la riscoperta della bellezza del luogo, la massima pretesa in fatto di qualità sono, infatti, alcuni degli aspetti che contraddistinguono, allo stesso modo, la cucina di Plankensteiner e il servizio dell’hotel di Leimegger. Tra i segnali dell’impegno dei due imprenditori volto alla valorizzazione della tradizione va, inoltre, sicuramente sottolineata la decisione di cambiare il vecchio nome dell’hotel Feldmüllerhof nell’attuale denominazione Feldmilla, che trae origine dallo stesso dialetto altoatesino.
«La tradizione è importante», spiega lo stesso Leimegger. «Però, se si consuma nella semplice e costante ripetizione di ciò che è stato in passato, rischia di tramutarsi in una facciata ormai inutile, dietro alla quale non si nasconde più niente di reale. In questo modo noi perderemmo la nostra vera autenticità. Il nostro obiettivo deve essere perciò quello di creare un Alto Adige moderno e attuale, capace di rinnovarsi traendo spunto proprio dalla tradizione. Spesso, per esempio, mi sembra che ci siamo dimenticati delle bellezze del luogo fantastico in cui viviamo: le nostre montagne, la nostra natura e quella qualità dell’aria e dell’acqua che sono il nostro capitale più prezioso».
Proprio l’impegno di riportare la qualità e l’unicità del luogo al centro dell’attenzione è stato il punto di partenza per la ristrutturazione dell’hotel nel 2005. Oggi la natura è una componente integrante dell’architettura e dell’arredamento della struttura: design moderno e ambiente non competono tra di loro, ma sembrano addirittura essere state sviluppate insieme, in modo naturale e allo stesso tempo autentico.
Un’ispirazione, quest’ultima, condivisa anche da Plankensteiner, il cui progetto culinario ha consentito allo chef altoatesino di essere eletto tra i Jeunes restaurateurs d’Europe, nonché di ottenere un considerevole successo di pubblico. «Tra i miei piatti à la carte propongo periodicamente anche le mezzelune ripiene e i canederli, perché sono piatti straordinari che appartengono a pieno titolo alla tradizione e alla cultura gastronomica dell’Alto Adige», racconta Plankensteiner. «Ma il mio obiettivo non è quello di soffermarmi su queste pietanze: traendo spunto da esse, cerco di evolvermi per ottenere ulteriori traguardi, sempre però nell’ambito culturale della cucina altoatesina. A causa della nostra posizione geografica, nel cuore dell’Europa, la nostra ristorazione ha sempre beneficiato di numerosi e differenti stimoli provenienti dall’esterno, per esempio dall’area mediterranea. In un mondo che corre spedito verso la globalizzazione, questo è ancora più vero oggi rispetto a ieri. La mia idea è perciò quella di proporre una cucina altoatesina armonicamente sospesa tra continuità e innovazione. Ricette tradizionali e qualità del prodotto locale formano così il mio punto di partenza, che però arricchisco tramite l’utilizzo di ingredienti innovativi e delle più moderne tecniche di preparazione, per riuscire a sorprendere ed emozionare il palato dei miei commensali».
Chi sono Kurt Leimegger e Günther Plankensteiner

Il giovane titolare del Feldmilla è nato a Bressanone il 12 aprile 1968. All’età di 17 anni ha dimostrato subito una grande passione per la gastronomia, partecipando a diversi stage in Italia e all’estero. Nel frattempo si è diplomato alle scuole superiori e ha continuato la sua formazione da cuoco e cameriere. Ha quindi perfezionato la sua preparazione in una scuola alberghiera di Innsbruck, in Austria, seguendo anche corsi di contabilità, formazione del personale e sommelier. A partire dal 2005 conduce l’hotel di famiglia a Campo Tures.
Plankensteiner (classe 1972) vanta esperienze professionali in numerosi ristoranti tra cui, in particolare, il 2 stelle Michelin Haus Paradies di St.Moritz, in Svizzera. Nel 1998 ha aperto il proprio ristorante Leuchtturm a Campo Tures: un ambiente sobrio ed elegante in cui propone una cucina del tutto personale, immediata, moderna e leggera, ricca di sapori e aromi del suo territorio. È membro dell’associazione Jeunes restaurateurs d’Europe.

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