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I segreti del financial controller
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Terzo appuntamento con i capi reparto dell’hotel Kempinski Giardino di Costanza di Mazara del Vallo. In questo numero parliamo con il financial controller, Andrea Rotelli, il cui ruolo di supervisore dei conti fiscali ed economici della struttura rende la sua figura di fondamentale importanza per una corretta e proficua gestione della struttura

Domanda. Come è ormai consuetudine, iniziamo il nostro piccolo viaggio alla scoperta del ruolo di financial controller chiedendo ad Andrea Rotelli di raccontarci quali siano le competenze e le mansioni proprie di chi ricopre la sua figura professionale all’interno di un albergo.
Risposta. A parte le tanto essenziali quanto scontate conoscenze tecniche di contabilità e fiscalità, occorre innanzitutto possedere buone capacità gestionali. Non possono inoltre mancare ottime facoltà relazionali, che, anzi, negli ultimi tempi stanno assumendo un ruolo sempre più significativo. Occorre, infatti, essere in grado di coordinare il proprio team di collaboratori, nonché di confrontarsi con la proprietà della struttura e con tutto il management dell’albergo. Da non sottovalutare, poi, sono pure tutta una serie di approfondite conoscenze informatiche specificamente attinenti al ruolo di financial controller. Infine, della mia organizzazione fa parte anche l’economato e il magazzino. È perciò necessario saper pure definire le politiche d’acquisto, nonché prestare la giusta attenzione ai rapporti coi fornitori.
D. Accennava prima alla necessità di possedere alcune approfondite competenze informatiche: quanto conta allora avere già acquisito importanti nozioni d’information technology (It) nel proprio periodo formativo e quanto conta, invece, l’esperienza?
R. Per la verità non ho mai conosciuto nessun addetto all’amministrazione che avesse intrapreso corsi informatici avanzati prima di iniziare a lavorare. Solitamente si apprende tutto quello che occorre tramite l’esperienza. Con ciò non intendo affatto sottostimare l’importanza delle competenze It, che anzi, per il nostro comparto, sono ancora più rilevanti che per gli altri reparti. Dati e procedure contenuti in ogni software utilizzato all’interno dell’albergo confluiscono, infatti, all’interno del nostro programma di contabilità generale. Il financial controller deve perciò possedere una conoscenza approfondita di ogni prodotto informatico presente in hotel. Si tratta di software, che sono, tra l’altro, in continua evoluzione. Necessitano, dunque, di un costante aggiornamento per poterli padroneggiare in maniera adeguata. Anche perché il nostro brand Kempinski impone a tutte le sue strutture, per ovvi motivi di efficienza e coordinamento, l’utilizzo delle ultime versioni del nostro sistema di gestione alberghiera, Micros Fidelio.
D. Non si finisce mai di imparare, insomma.
R. La formazione continua è sicuramente una parte importante del nostro lavoro. In questo, peraltro, il gruppo Kempinski ci agevola notevolmente, grazie a una serie di corsi e seminari volti alla divulgazione degli standard di compagnia e delle nuove procedure. Una volta acquisite le nozioni di base, però, non bisogna riposarsi sugli allori, ma monitorare costantemente la stampa nazionale e quella di settore per rimanere aggiornati su uno scenario normativo in costante evoluzione. Inoltre, occorre anche mantenere uno sguardo vigile sul quadro economico globale, nazionale e locale, in modo da avere delle solide basi su cui poi definire le decisioni a livello strategico. È così, per esempio, che, dato il costante aumento del costo dell’energia, abbiamo recentemente deciso di concludere un accordo con l’Enel relativo alla fornitura di combustile a prezzi bloccati per i prossimi due anni.
D. Qual è allora il percorso formativo ideale per giungere a fare il financial controller? E quali i possibili sbocchi di carriera?
R. Ritengo che sia utile avere una buona base di conoscenze ragionieristiche ed economiche. Operativamente credo poi che la cosa migliore sia fare un’esperienza nel ricevimento, perché si tratta sicuramente del reparto con cui noi abbiamo più contatti. Per quanto riguarda gli sbocchi professionali, il financial controller è un manager a tutti gli effetti e, in quanto tale, se dotato delle necessarie qualità, è in grado di ricoprire un ruolo direttivo in qualsiasi comparto alberghiero. Senza naturalmente dimenticare la possibilità di diventare prima assistant director e poi, magari, general manager. Infine, nulla preclude a chi ha avuto la responsabilità del controllo gestionale di un albergo, di esplorare altri settori economici.
D. Ma quanto conta l’apporto strategico di un responsabile amministrativo nella gestione quotidiana di un albergo?
R. Moltissimo. Ogni capo reparto ha, infatti, una certa autonomia, che si traduce generalmente nella responsabilità di effettuare alcune scelte in merito alle questioni riguardanti la gestione ordinaria del proprio comparto. Quando però la materia impone decisioni di più ampio respiro viene solitamente affrontata in riunioni che coinvolgono tutti i manager della struttura interessati alla questione. E poiché ogni scelta implica necessariamente dei costi, il financial controller deve essere sempre presente. È anche per questo motivo che tra i miei obiettivi personali, c’è quello di riuscire ad approfondire ulteriormente la mia conoscenza delle attività quotidiane di ciascun reparto, in modo da avere un quadro non solo quantitativo, ma anche qualitativo dell’entità del budget complessivo allocato per ogni singolo reparto.
D. Affrontare questioni strategiche significa assumere importanti responsabilità. Quali sono le maggiori criticità che occorre saper affrontare nel suo ruolo?
R. I casi sono molteplici e, come è facile immaginare, riguardano sostanzialmente questioni inerenti i pagamenti e gli adempimenti fiscali. Per gestirli in maniera adeguata un responsabile dell’amministrazione deve soprattutto possedere ottime doti relazionali, a cui si deve aggiungere un doveroso rispetto per tutti e il distacco professionale necessario a trattare materie tanto delicate. A ogni problema c’è, infatti, una soluzione a patto però che da entrambe le parti ci sia la volontà di affrontare un confronto costruttivo. Dal lato fornitori, per esempio, noi concludiamo sempre accordi capaci di tenere in conto le necessità della nostra struttura: pur essendo aperti tutto l’anno noi, infatti, abbiamo un ciclo economico fortemente stagionale, che, naturalmente, incide sul cash flow e conseguentemente sulle nostre disponibilità di cassa. Allo stesso modo, nella gestione dei sospesi, siamo noi a venire spesso incontro alle esigenze degli operatori, in particolare di quelli italiani, pure loro frequentemente alle prese con la stagionalità del business. Così se la teoria prevedrebbe l’incasso dei crediti dopo 30 giorni, la nostra media è in realtà fissata attorno ai 45 giorni.
D. Una parte sostanziale del ruolo di financial controller si traduce nei controlli di gestione quotidiani su ogni singolo reparto. Com’è organizzata tale attività?
R. Ci serviamo sostanzialmente di procedure stabilite direttamente dal gruppo Kempinski e definite secondo lo standard dello Uniform system of account. Il che non vuol dire però che il nostro sia un semplice compito esecutivo. Ogni hotel, infatti, ha un certo margine di manovra nella definizione delle variabili da prendere in considerazione per valutare le performance dei singoli comparti. Il brand Kempinski ci mette, inoltre a disposizione, un utile strumento on-line, chiamato Paradigma, in cui noi possiamo inserire i dati per ottenere la reportistica, costruire il budget annuale e stilare previsioni contabili per il futuro.
D. Contabilità, gestione strategica, cura dei rapporti con clienti e fornitori. Sono davvero tante le responsabilità di un financial controller. In conclusione, perciò, mi piacerebbe sapere di quante persone è composto il team che lo affianca nel lavoro quotidiano.
R. Mi fa molto piacere sentirmi rivolgere questa domanda, perché è soprattutto grazie al valore e alla qualità del mio staff che posso svolgere il mio compito al meglio. Si tratta, in effetti, di sei collaboratori straordinari, che oltre a essere molto preparati, lavorano tantissimo e sempre con il sorriso.
Chi è Andrea Rotelli
Siciliano, 33 anni compiuti da pochissimo, Rotelli si è diplomato presso il liceo linguistico Enrico Fermi di Sciacca, in Sicilia, per poi frequentare, tra l’altro, corsi di management all’università Paris XIII di Saint Denis, nei pressi della capitale francese, nonché ottenere un managing skills certificate all’istituto Skillpath di Londra. Dal 2001 è stato inoltre finance administrator presso lo Jarvi-Ramada Ealing hotel di Londra dove, pochi mesi dopo, ha assunto anche l’incarico di finance assistant. Da settembre 2005 è financial controller del Kempinski Hotel Giardino di Costanza.

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