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Un linguaggio diretto e concreto
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Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, non è certamente una persona che si atteggi: concreta, diretta, cortese ma non passiva anche alle domande più dirette, affronta la conferenza stampa con sorridente determinazione.
Nel turismo si è abituati a personaggi formali, alcuni per dovere istituzionale, altri perché, come si usa dire, “se la tirano”, i quali spesso dicono poco. O’Leary non ha alcuna di queste caratteristiche: vestito casual (come più casual non si può, con la sua camicia Gant un po’ stropicciata e i pantaloni di cotone, vissuti) si presta volentieri alle domande dei giornalisti in un ambiente surriscaldato. La sala è molto piccola, sprovvista di aria condizionata, e i giornalisti, numerosi, si destreggiano per evitare le numerose cineprese che riprendono la conferenza. O’Leary è aiutato nella traduzione da Giovanna Gentile, vicedirettore marketing e vendite per l’Italia, e inizia, in maniera provocatoria, proiettando la nota immagine del senatore Umberto Bossi con il medio alzato e la didascalia: «Il ministro Bossi ai passeggeri italiani»; e sotto: «Vola Ryanair a euro 10».
La conferenza prosegue senza timidezze, tra dati confortanti per Ryanair (pur in presenza di un crollo dei profitti) e previsioni pessimistiche per altre compagnie (O’Leary prevede che a breve, a seguito di accorpamenti e fallimenti, resteranno in Europa solo cinque gruppi aerei), richiamando l’attenzione sul problema del momento: il costo del carburante. Anche su questo argomento Ryanair vuole andare fuori dalle righe. Afferma O’Leary: «Un sacco di fesserie sono state dette di recente sulla fine del viaggio aereo a bassa tariffa. In realtà, i prezzi del carburante più alti segnano la fine del viaggio aereo a corto raggio ad alte tariffe. Si guardi la British airways (Ba) che sta aumentando le tariffe e la sovrattassa carburante e sta perdendo passeggeri sulle rotte a corto raggio a favore di Ryanair. Lo scorso luglio, il traffico Regno Unito-Europa di Ba è sceso del 3%. Al contrario, il traffico di Ryanair continua ad aumentare: +19% nel mese di luglio e stiamo ancora abbassando le tariffe e garantendo che non ci sarà alcuna tassa carburante. Quest’inverno le tariffe di Ryanair scenderanno del 5%. Il che vuol dire che le tariffe più basse d’Europa garantite diventeranno ancora più basse e Ryanair assicura che non ci sarà nessuna sovrattassa carburante, né oggi, né domani, né mai».
O’Leary parla anche della politica del governo in relazione alla vicenda Alitalia: «L’onorevole Altero Matteoli, quale ministro dei trasporti d’Italia, dovrebbe sapere che Ryanair non è una compagnia aerea straniera che è ospite dei cieli d’Italia o degli aeroporti italiani. Dovrebbe essere ben al corrente che Ryanair è una compagnia aerea europea, con esattamente gli stessi diritti in tutti gli aeroporti europei e nei cieli europei di Alitalia. Il fatto che ora Ryanair sia la compagnia aerea preferita dalla maggioranza dei passeggeri che viaggiano da e per l’Italia semplicemente dimostra che, quando i passeggeri hanno una scelta tra Ryanair e un’Alitalia tormentata dagli scioperi e a tariffe alte, la maggioranza sceglie Ryanair. Forse questa è la ragione per la quale il governo italiano ha ripetutamente fornito aiuti di stato illegali per sostenere Alitalia. L’unica cosa spiacevole nel sistema di trasporto in Italia è il servizio tormentato dagli scioperi e ad alta tariffa di Alitalia».
Tutto questo con il sorriso (simpatico) sulle labbra. Dicevo prima del personaggio ed è vero che lo è, in tutti i modi: correttissimo nell’iniziare la conferenza all’orario comunicato (cosa rara, tanto che i giornalisti che non lo conoscono, arrivati, come ormai consuetudine, con un quarto d’ora di ritardo, si sono persi parte della conferenza), zittisce poi con un “tsss” i presenti che, in uno spazio così ristretto, discutono e disturbano. Ma anche nello zittire si rivela persona simpatica: non lo fa con aria arrogante, bensì con atteggiamento di partecipazione al momento.
Finisce poi con una nota ottimistica: Ryanair prevede nell’anno prossimo di incrementare il traffico del 7% (raggiungendo quota 65-66 milioni di passeggeri) e a chi gli fa osservare che molte persone non amino Ryanair, O’Leary risponde che non gliene importa niente, perché anche le persone che non amano Ryanair sanno comunque riconoscere la convenienza delle sue offerte e quindi finiscono per utilizzarla.

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