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Le Meurice, da Dalì a Starck
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«Desideravo che Le Meurice cambiasse il proprio ritmo vitale, che il battito del suo cuore fosse più caloroso e al contempo più glamour, in una parola, più accogliente. Ho sempre pensato al Le Meurice come all’albergo francese per antonomasia, dove tutti potessero sentirsi come a casa. Quando ne ho assunto la direzione, mi sono perciò rivolta a Philippe Starck perché immaginasse per lui una nuova atmosfera, capace, nello stesso tempo, di esaltare e rispettare bellezza, tradizioni e proporzioni di questo storico palazzo parigino. L’opera di Starck ha reso reale il mio sogno più segreto: rivelare la vera anima del Le Meurice».
Si respira tutta la grandeur d’oltralpe, ma anche il giustificato orgoglio per una coraggiosa impresa, nelle parole di Franka Holtmann, general manager del Le Meurice, che così descrive il recentissimo restyling dell’hotel parigino parte della Dorchester collection. «Quello che abbiamo voluto realizzare», prosegue Holtmann, «è una sorta di trasformazione invisibile, grazie alla quale è stato possibile ridare all’albergo il suo antico fascino, senza tuttavia intaccarne lo spirito. Starck, in particolare, ha sviluppato una nuova interpretazione degli spazi incentrata sugli effetti di luce e di colore, su nuovi concept d’arredamento, nonché sui giochi di trasparenze e di movimento».
Molta parte dell’intervento di Starck è stata naturalmente dedicata alla figura e alle opere di Salvador Dalì, che ha frequentato per lungo tempo Le Meurice, lasciando un’impronta indelebile del proprio passaggio sia nella memoria di quei membri dello staff che ancora ne ricordano stravaganze e genialità, sia nella stessa struttura di alcune aree dell’edificio rimodellate secondo le esigenze dell’estroso artista catalano.
«All’opera di rinnovamento della nostra struttura», aggiunge Holtmann, «hanno contribuito peraltro anche la figlia di Starck, Ara, che ha disegnato una monumentale tela di 145 metri quadrati ora appesa al soffitto di vetro del ristorante Le Dalì. Per le nuove divise femminili, invece, la stilista Alejandria di Andia ha creato un abito raffinato e contemporaneo, capace di rapportarsi armonicamente con le nuove decorazioni di Philippe Starck. Le uniformi maschili, poi, sono state realizzate da altre due firme celebri della moda come Emmanuel Ungaro e Georges Feghaly».
Infine, lo chef tre stelle Michelin, Yannick Alléno ha voluto creare una nuova forma di piatto di portata denominato Ondes e capace di diventare, con il suo anello decorativo staccabile, un centro permanente che accompagna gli ospiti durante tutto il pasto. «Volevo», conclude lo stesso Alléno, «colmare il vuoto davanti al quale il cliente si trova una volta che il piatto di presentazione è sparecchiato».
La storia dell’albergo

La vicenda del Le Meurice comincia nel 1771, a Calais, dove svolgeva la propria attività il maestro di posta Augustine Meurice. In tale cittadina affacciata sulla Manica, questi fondò, proprio in quell’anno, una stazione per il cambio dei cavalli dedicata ai viaggiatori inglesi. Successivamente, nel 1818, Meurice decise di aprire, presso il punto d’arrivo delle carrozze a Parigi, un secondo hotel, a cui diede il proprio nome. Solo nel 1835, però, la struttura parigina venne trasferita nel luogo ove ora si trova: una delle location più prestigiose della capitale, proprio di fronte al luogo dove una volta sorgeva il palazzo delle Tuileries e dove ora si estendono gli omonimi giardini.
Il Le Murice guadagnò in poco tempo una certa notorietà e divenne ben presto meta privilegiata di artisti e scrittori come Rudyard Kipling, Léon-Paul Fargue, Paul Léautaud, Marcel Jouhandeau e l’italiano Gabriele d’Annunzio.
Un cenno a parte merita, poi, Salvador Dalì, che per ben 30 anni trascorse il mese di dicembre al Le Meurice, nella suite reale che fu del monarca di Spagna, Alfonso XIII.
Durante la sua lunga esistenza, l’hotel è poi naturalmente andato incontro a numerose operazioni di restyling per adeguare la struttura alle esigenze dei tempi. È stato così, per esempio, nel 1907, ma anche nel 1947 e nel 1998, per giungere, infine, al recentissimo intervento conclusosi a fine dicembre 2007.

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