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Occorre un’azione comune
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«Un nuovo patto tra regioni, governo e imprese per rilanciare il turismo e il sistema paese». È questo il messaggio che arriva da Riva del Garda, in Trentino, dove si è tenuta dal 20 al 21 giugno la quarta Conferenza italiana per il turismo. L’appuntamento, biennale, è organizzato dalla conferenza delle regioni e delle province autonome, in collaborazione con il governo, per mettere a confronto le istituzioni pubbliche e private che definiscono la governance dell’industria dei viaggi italiana. L’invito a un’azione comune è arrivato, in particolare, da Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega al turismo, che ha sottolineato, tra l’altro, la necessità di una più stretta collaborazione tra le istituzioni per riaffermare il brand Italia: «Non intendo perseguire la strada dell’imposizione. Il riscatto della competitività perduta dev’essere un obiettivo comune, perseguito con un metodo condiviso da tutti gli attori del turismo italiano».
Il sottosegretario ha poi colto l’occasione per annunciare l’introduzione, a breve, di un nuovo sistema nazionale di classificazione delle imprese turistico-ricettive basato su un criterio misto composto da standard minimi, certi e omogenei in tutto il territorio nazionale, nonché da modelli di autocertificazione di qualità e rating di valutazione dei servizi offerti al cliente.
Del rapporto tra identità e comunicazione ha invece parlato Tiziano Mellarini, assessore al turismo del Trentino: «Dobbiamo sviluppare anche nel turismo quelle strategie di comunicazione dell’offerta che sono state adottate con successo nell’agricoltura di qualità: enfatizzare, cioè, l’origine, il luogo, la riconoscibilità, in altre parole l’identità che un contesto sa esprimere verso l’esterno. Il tutto, esaltando le differenze e le diversità per affermare il valore intrinseco del prodotto e la sua non replicabilità. L’innovazione, infatti, non può riguardare solo le tecnologie, ma anche i prodotti, i sistemi territoriali e le interconnessioni tra settori produttivi di eccellenza».
A commentare lo stato di salute del turismo italiano sono stati, infine, i principali rappresentanti degli operatori del comparto. A cominciare da Daniel John Winteler, presidente di Federturismo Confindustria, che ha ricordato come, in occasione della Conferenza nazionale del turismo francese che si è svolta pochi giorni fa, l’Italia non sia neppure stata nominata: «Il motivo della scarsa credibilità che abbiamo all’estero risiede proprio nella mancanza di un unico piano strategico nazionale, che ci permetta di crescere in maniera coesa e non a settori. Quasi sempre facciamo troppa attenzione all’offerta, senza analizzare e segmentare quella che è invece la domanda. Domanda che è, ovviamente, alla base dell’economia turistica».
Una salutare ventata di ottimismo l’ha però portata, in conclusione di giornata, il presidente di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca: «Francia e Spagna sono i nostri competitor più temibili. Ora sono davanti a noi, ma credo che sia ragionevole ipotizzare un sorpasso entro i prossimi cinque anni. Per arrivare a ciò dobbiamo, però, cambiare atteggiamento e tornare a giocare in attacco e non più solo in difesa. Le parole d’ordine dovranno essere promozione, infrastrutture e fiscalità. Nell’immediato dobbiamo puntare sui mercati dell’Est, su tutti Russia e Corea del Sud, e dare il via alla costruzione di aeroporti anche nelle città più piccole. La gente ha sempre meno a giorni a disposizione per le proprie vacanze e non ha certamente voglia di perdere tempo in trasferimenti lunghi e scomodi».

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