trovalavoro
chiudi

INVIA L'ARTICOLO AD UN AMICO

Il tuo nome

Il tuo indirizzo e-mail

Il nome del tuo amico

L'indirizzo e-mail del tuo amico




Sia chiaro, non si parla di “monnezza”
di

In questi giorni passeggiando per Milano ho notato in più zone un manifesto pubblicitario 6x3, di quelli, per meglio intenderci, delle affissioni in esterna. Il manifesto ritrae un’enorme fotografia del Cristo velato di Giuseppe Sanmartino accompagnata da un claim, uno slogan, che recita «Questa la chiamate monnezza», invitando a visitare il capoluogo campano. Il Cristo velato, conservato nella cappella di San Severo a Napoli è un’opera di incredibile valore: a mio giudizio una delle sculture marmoree più belle al mondo. Pare che lo stesso Antonio Canova, parlando dell’opera, abbia detto che avrebbe regalato volentieri dieci anni della sua vita per creare qualcosa di simile. Detto dall’autore di Amore e Psiche è un complimento enorme.
È chiaro come l’intento del creativo che ha ideato la campagna pubblicitaria fosse quello di portare una comunicazione di rottura, un piccolo shock che inducesse tutti a ricordare quanta bellezza c’è a Napoli e quanto questa città possa offrire ai turisti. Personalmente non ho mai creduto che qualcuno avesse trafugato il Cristo velato o che il Maschio angioino fosse inspiegabilmente sparito e penso che non sia accaduto neanche ai turisti che non affollano più la città partenopea.
La comunicazione nel turismo ha un’importanza capitale e operando in un giornale ho modo di osservare quando non viene ben attuata. Da un punto di vista tecnico ho trovato questo manifesto di forte impatto: queste azioni di marketing, in alcune circostanze, sono utilizzate per compiere piccole operazioni di “make up” e rendere favorevole la percezione dell’opinione pubblica. Sì, ma in questa vicenda a chi giova? Forse, il problema dovrebbe essere risolto prima di comunicare.
Mi chiedo: ma in alcuni casi non sarebbe meglio non comunicare? Che senso ha shoccare se non potrai mantenere l’aspettativa di viaggio del turista? Purtroppo l’invito di questo messaggio pubblicitario si basa su un presupposto che ancora non può essere soddisfatto: godere delle innumerevoli bellezze di questo territorio in modo sicuro.
Forse la vera soluzione di rottura sarebbe stata destinare i budget pubblicitari di questo periodo alla pulizia delle strade. Un segnale forte per esprimere che una Apt, o qualsiasi altra istituzione, non può promuovere turisticamente il proprio territorio se vengono a cadere i presupposti di base. La prossima campagna stampa che spero di vedere è semplicemente con alcune foto che segnano il ritorno di una Napoli al suo massimo splendore. Sia chiaro, oggi non si è parlato di “monezza”, ma di comunicazione.

COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

Nome *

Professione

E-mail

Commento *

Desideri ricevere un avviso quando viene pubblicato un commento successivo? Si No

* campi obbligatori