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Eco-foglie al posto delle stelle
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L’ecologia è un argomento di sempre maggior interesse. Molti consumatori ormai non si accontentano più solo di acquistare ciò che desiderano, ma vogliono essere sicuri di stare comprando servizi e beni prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente. Questa tendenza, che spazia ormai in ogni comparto, ha coinvolto anche il settore turistico. In numerosi paesi europei il nuovo trend si è tradotto in marchi di qualità che certificano le strutture alberghiere impegnate a proporre e diffondere un turismo eco-compatibile. Così, lo scorso 21 novembre 2007, si è presentato sul mercato italiano un nuovo brand dall’articolato programma ambientalista: il gruppo Ecoworldhotel si rivolge ad alberghi e bed&breakfast, proponendo un progetto al contempo responsabile e capace di venire incontro alle esigenze dei protagonisti dell’industria dell’ospitalità. Per conoscere qualcosa in più in merito a questo progetto, abbiamo così incontrato l’amministratore delegato, Alessandro Bisceglia.
Domanda. Come si traduce nella pratica quotidiana il turismo a basso impatto etico-ambientale?
Risposta. Difficile a dirsi. Alcuni ritengono che pubblicare una brochure su carta riciclata possa essere considerato uno sforzo sufficiente. Ma questa è solo una delle tante azioni possibili. Io credo che occorra un approccio più sistemico, che coinvolga, cioè, in profondità gli stessi operatori dell’ospitalità. Bisogna, quindi, partire dall’offerta alberghiera nel suo complesso e distinguerla con una certificazione universalmente riconosciuta. Solo da questo punto in poi si può parlare di turismo eco-compatibile.
D. In che cosa si differenzia, però, il vostro programma rispetto ad altri marchi di qualità eco-sensibili a livello europeo, come, per esempio, l’Ecolabel?
R. Il nostro brand mette al centro dell’attenzione l’albergatore, di cui considera esigenze e portafoglio. L’eccessiva rigidità dei 37 requisiti obbligatori di Ecolabel, per esempio, ha limitato molto l’adesione al progetto da parte degli alberghi, che in Italia, dopo cinque anni di presenza del marchio, sono solo 23. Noi, invece, siamo nati da soli tre mesi e contiamo già 25 strutture affiliate. Tra i motivi di questo successo, c’è sicuramente il fatto che per aderire al nostro progetto basta rispettare solo 15 criteri obbligatori minimi, dai requisiti, inoltre, non particolarmente impegnativi. Il nostro programma prevede, poi, un sistema di classificazione delle strutture simile a quello delle stelle alberghiere: a seconda del numero di requisiti facoltativi soddisfatti, a ogni singola struttura viene, infatti, assegnato un numero di eco-foglie compreso tra uno e cinque.
D. Quali vantaggi garantite agli hotel che entrano a fare parte del vostro gruppo?
R. Prima di tutto offriamo un motore di booking on-line esclusivamente dedicato alle strutture ricettive certificate, a cui chiediamo solo il 6% di commissione per ogni prenotazione. Inoltre, abbiamo anche un secondo portale, denominato ecoworldhotelgroup.com, riservato agli operatori, che vi possono trovare informazioni, ricerche e testimonianze di altri albergatori sui più diversi prodotti eco-compatibili.
D. Per concludere, come vede il futuro del turismo eco-sensibile?
R. La mia famiglia viene dal turismo. Mio padre per oltre quarant’anni ha lavorato per la Cit, Compagnia italiana turismo. Mi ricordo nei primi anni ’80 quando arrivò internet: tutti erano terrorizzati, ma poi il web ha portato tantissimi benefici. Ora, mi sembra di rivivere lo stesso momento: il mondo sta cambiando e sta già andando nella direzione di un turismo più responsabile. Ci sono imprenditori coraggiosi che stanno producendo tecnologie d’avanguardia a basso impatto ambientale, che ancora devono essere immesse sul mercato. Sono già in molti, insomma, ad aver sviluppato una mentalità eco-consapevole. Sono, perciò, convinto che siamo solo all’inizio di un cammino verso un futuro di viaggi più sostenibili e compatibili con l’ambiente che ci circonda.

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