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Una fiera da non mancare
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La sorpresa di quest’anno all’Itb di Berlino non è stata nell’area fieristica, bensì in città: dieci giorni di sciopero dei mezzi pubblici decretati in coincidenza della manifestazione. In Italia siamo abituati a queste forme di rivendicazione, tanto che ci siamo inventati le fasce protette che edulcorano l’asprezza del confronto, protraendo però nel tempo la definizione dei contrasti. Così non è a Berlino: dieci giorni di sciopero sono stati decretati e tanti sono durati, almeno come mi è sembrato nel momento in cui ho lasciato la capitale tedesca.
Al mio arrivo a Berlino, sotto una leggera coltre di neve, mi immaginavo già, perciò, le difficoltà che avrei incontrato per spostarmi in città in taxi ed ero preparato a lunghe code. Bene: nel corso dei tre giorni del mio soggiorno non ho mai dovuto fare code e ho trovato sempre auto pubbliche, a tutte le ore. Non chiedetemi se ho visto comunque mezzi pubblici transitare (non ne ho visti), né come ha fatto la gente a spostarsi per recarsi al lavoro senza causare la congestione del traffico: non ho una risposta, tutto mi pareva naturalmente organizzato e tranquillo.
Questo la città, e l’Itb? Come sempre numeri da far paura: 11 mila espositori internazionali nei 26 padiglioni su 160 mila metri quadrati e tanta, tanta gente da incontrare. Ormai, anche alle persone che operano nella stessa città, è quasi più comodo darsi appuntamento nei padiglioni della fiera di Berlino, certi di trovarsi e ottimizzare il proprio tempo.
Uno degli aspetti di maggior interesse di questo evento resta comunque il programma conferenziale: con un minimo di attenzione ci si può organizzare e partecipare a convegni e seminari che proiettano una luce sul futuro di un’attività complessa, quale il turismo.
E poi la sera, chiusa la fiera, eventi, incontri, feste dove stringere mani e fare progetti di collaborazione. È proprio vero, malgrado qualche piccolo contrattempo (quest’anno lo sciopero), vale sempre la pena di partecipare all’Itb.

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