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Prenotazioni almeno 30 giorni prima
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Tutti gli anni vado a Berlino per l’Itb e nelle giornate della manifestazione ha luogo una serata organizzata per il Five star award; sino a qualche anno fa con il tono della cerimonia (per la consegna dei premi), ora con una formula più informale, essendo i premi consegnati a Cannes, in dicembre.
Quando l’evento coincideva con la premiazione, la serata era allietata, oltre che dalla presenza di miss Universo, anche da una cena preparata dai più famosi chef del mondo che elaboravano ognuno un piatto.
A mio gusto talvolta i piatti non erano all’altezza della fama degli chef (spesso sapori troppo confusi che, se non spiegati, non venivano chiaramente individuati) però mi ricordo con estremo piacere di quello preparato da Jean-Georges Vongerichten, chef del Trump international hotel & tower di New York.
Nel corso della festa di quest’anno è stata distribuita la rivista edita da The American Academy e scorrendo le pagine ho trovato un articolo su Jean-Georges Vongerichten, chef del Jean Georges, in cui si parlava della sua visione della cucina (che condivido pienamente: qualità e riconoscibilità dei sapori) e delle indicazioni relative all’ubicazione del ristorante, con una raccomandazione: le prenotazioni vengono prese un mese in anticipo.
Questo è il mondo dei grandi chef: star internazionali, che ormai dietro al fornello passano poco tempo, per dedicarsi a relazioni e progetti; riescono a essere così visibili da consentire al ristorante in cui lavorano di accettare prenotazioni non successivamente a un mese dalla data che interessa.
Il Corriere della Sera nel numero del 9 marzo dedicava una pagina alla cucina e l’introduzione recitava: «Sono corteggiati dalle multinazionali che li vogliono come testimonial, vengono invitati nei talk show, ricevono decine di mail al giorno, regali e mazzi di fiori. I nuovi sex simbol abitano in cucina: famosi per le loro ricette, corteggiati come divi del cinema».
Una bella descrizione di uno spaccato della ristorazione. Saggiamente però al quesito proposto nel nostro sondaggio settimanale, «Gli chef più famosi sono considerati delle superstar e la loro fama spesso è elevatissima, ma quali possibilità ci sono per i giovani cuochi di arrivare a questi livelli?», l’ipotesi che ha avuto la maggioranza di adesioni (56%) è stata: «diventare chef di fama è una vetta per pochi, non bisogna farsi ingannare da facili sogni di gloria».
I giovani percepiscono che il cammino di chi lavora in cucina è faticoso e, solo pochi riescono, con impegno e fatica, a essere conosciuti. Anche in questo settore non esistono scorciatoie e, pur con i cambiamenti degli ultimi tempi, in cucina continua a fare caldo e non è con i computer in dotazione che si cucinano gli spaghetti.Reservations at least 30 days in advance

Every year, I go to Berlin for the ITB and organizers put on a special evening during the event for the Five Star Award. Until a few year ago, the evening was a formal affair (for the awards bestowal), but today, it has become more informal, as the awards are bestowed on winners in Cannes in December.
When the event coincided with the awards ceremony, the evening was enhanced by the presence of Miss Universe and a gala dinner prepared by some of the world’s foremost chefs, who each prepared a course.
I often felt that the dishes served did not live up to the reputation of the chefs (the flavours were frequently confused and, if not explained, were not easily identified) but, I remember with utmost pleasure a dish prepared by Jean-Georges Vongerichten, chef of the Trump International Hotel & Tower, in New York.
In the course of this year’s celebration, which took place in an absolutely stunning location, attendees were given a copy of the magazine of The American Academy and browsing through the pages, I found an article about Jean-Georges Vongerichten of “Jean Georges” in which they talked about his view of cuisine (that I agree with completely: quality and recognizable flavours). It also gave directions on how to get to the restaurant and a word of warning – make your reservations one month in advance.
This is the world of great chefs, international stars who spend very little time actually at the stove, but rather, devote themselves to public relations and projects; this way, they can also be visible enough to allow the restaurant where they work to accept reservations not past a month from the date they are interested in.
On March 9, the Corriere della Sera dedicated a page to cuisine and the foreword went: “Courted by multinationals who want to use them in their ads, invited to talk shows, recipients of scores of letters, bouquets of flowers and gifts every day: the new sex symbols are in the kitchen, famous for their recipes, wooed like Hollywood divas”.
A perfect description of a view of the restaurant industry. Wisely, however, in answering the question proposed in our weekly survey - The most celebrated chefs are considered superstars and grow to become very famous, but what possibilities are there for young chefs to reach these levels? the highest number of respondents (56%) answered: becoming a famous chef is an objective few reach; don’t be fooled by facile dreams of glory.
Young people understand that the career of people working in the kitchen is hard and only a few are able to become well-known, with commitment and hard work. There are no shortcuts in this industry and despite all the changes taking place in recent years, it still gets hot in the kitchen and there are no computers that know how to cook spaghetti.

Translation of the italian editorial by
Associazione Milano Interpreti

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