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Quando una copertura piana può essere più funzionale di una a falde inclinate
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L’utilizzo di coperture piane per gli edifici è una tecnica diffusa fin dall’antichità: varie civiltà se ne servirono ampiamente soprattutto per la costruzione di strutture monumentali o di rappresentanza, in quanto, in questo modo, la superficie superiore del palazzo, quando non rispondeva a meri motivi d’immagine e architettonici, poteva essere adibita a svariate finalità, di cui il terrazzo praticabile e i giardini pensili sono solo due semplici esempi.
In particolare, sono le civiltà stanziate nelle zone a bassa piovosità quelle in cui si riscontra la maggiore diffusione delle costruzioni a copertura piana. Le tecniche d’impermeabilizzazione sono state, infatti, per secoli ferme all’asfalto colato o al catrame, entrambi materiali che avrebbero potuto dare dei problemi qualora si fossero manifestati micro-cedimenti del solaio di appoggio sottostante. Grazie allo sviluppo della tecnologia moderna e di sistemi costruttivi studiati ad hoc per permettere l’utilizzo di nuovi componenti impermeabilizzanti, si può però affermare che oggi, dal punto di vista della sicurezza e della tenuta idraulica, le due soluzioni di copertura, quella piana e quella inclinata, siano equivalenti. Pertanto la scelta è ormai un fattore puramente estetico o di funzionalità.
Qualora non vi siano vincoli ambientali e paesaggistici, è consigliabile, per un edificio a destinazione alberghiera, avere una copertura piana perché, rispetto a quella a falde inclinate, permette un aumento della superficie calpestabile: uno spazio che può essere completamente o parzialmente destinato agli ospiti come area sportiva, zona relax, solarium o fitness center, oppure, ancora, essere utilizzato per manifestazioni e ricevimenti. Un’ulteriore possibilità consiste nell’ubicare in tale luogo alcuni servizi dell’albergo, come i sistemi di climatizzazione o di produzione di calore.
A tale riguardo è anche interessante considerare come la normativa per la prevenzione degli incendi consigli di posizionare gli impianti che utilizzano combustibile gassoso in prossimità della copertura dell’edificio. Nella stessa posizione, inoltre, sarebbe auspicabile che fossero anche le Unità di trattamento dell’aria (Uta) con i loro scarichi.
La copertura piana, in conclusione, offre all’investitore una duplice opzione, che si rivela vantaggiosa in entrambi i casi: permette da una parte di posizionare in un luogo ideale gli impianti tecnologici dell’albergo, che altrimenti occuperebbero le parti centrali dell’edificio, e da un’altra parte, di avere a disposizione ulteriore superficie all’aperto per i propri ospiti.

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