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Il presidente di Assotravel difende le agenzie di viaggio, unico costo realmente trasparente del comparto turistico
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Le recenti dichiarazioni di Peter Sherrard, il responsabile della comunicazione di Ryanair che ha descritto le agenzie di viaggio come i più costosi parassiti del comparto turistico, non hanno mancato di suscitare vive reazioni. In particolare, il presidente di Confindustria Assotravel, Andrea Giannetti, ha definito l’intervento di Sherrard scomposto, a-manageriale e offensivo nei confronti dei titolari di agenzia e dei loro dipendenti, che svolgono questo lavoro seriamente e professionalmente. «Una reazione», ha proseguito Giannetti, «esclusivamente determinata dalla decisione di EasyJet, competitor diretto della low-cost irlandese, di puntare proprio su questo canale distributivo per vendere i propri prodotti. Una scelta maturata con ogni probabilità dopo un'attenta analisi della realtà del turismo contemporaneo, che ha evidenziato come il mercato sia ancora influenzato dalle agenzie di viaggio e come oltre il 20% del fatturato delle low cost sia generato proprio dall’intermediazione». Giannetti ha anche fatto notare come l’accusa di parassitismo provenga, peraltro, da un'azienda che ha basato parte del proprio successo sui contributi ricevuti dalle regioni dove si trovano gli aeroporti serviti dalla compagnia, nonché su una pubblicità che lo stesso presidente di Assotravel ha definito disinvolta: «Sembra quasi che Ryanair continui ad attaccare le agenzie di viaggio solo perché così è stabilito nelle linee strategiche di comunicazione della low-cost irlandese. Mi viene il dubbio che ciò avvenga perché gli agenti di viaggio sono dei professionisti assolutamente in grado di interpretare le tariffe ed evidenziare il reale livello di servizio di ogni singolo prodotto turistico. Quando Ryanair esordì sul mercato strombazzò ai quattro venti la convenienza delle sue tariffe, mantenute a livelli particolarmente bassi proprio grazie al mancato riconoscimento delle commissioni alle agenzie di viaggio. Non aveva alcuna importanza che esse fossero comprese tra l’1 e il 7%. Si trattò anche allora di un puro messaggio a effetto. Eliminando, infatti, i valori di quelle percentuali dai prezzi dei biglietti, è evidente che i costi del trasporto aereo non si abbassano certo di molto, mentre cala senz'altro il livello del servizio. In realtà, mi piace ricordare come i prezzi dell’intermediazione rappresentino probabilmente l'unico costo realmente trasparente del settore». Un’affermazione, quest’ultima, che riecheggia chiaramente la recente presa di posizione del commissario europeo responsabile della protezione dei consumatori, la bulgara Meglena Kuneva, relativamente alle sempre più frequenti offerte di tariffe stracciate on-line: biglietti che si rivelano, all’atto dell’acquisto, molto più onerosi di quanto pubblicizzato, magari in home page.

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