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Come trasformare un centro siderurgico in una delle capitali del mice europeo
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Inizia da questo numero di Job in Tourism un breve viaggio nei Paesi Baschi, la comunità autonoma spagnola che negli ultimi anni ha saputo, insieme alla restante parte dello Stato iberico, riqualificare sapientemente la propria offerta turistica. In quest’angolo settentrionale della Spagna, in particolare, è stata posta grande attenzione allo sviluppo del comparto congressuale. E i risultati davvero notevoli di questo progetto turistico organico e coerente hanno reso la regione una destinazione mice di respiro europeo. Il nostro itinerario nel congressuale basco inizia da Bilbao, il centro più grande della comunità autonoma, per poi far tappa, prossimamente, a Vitoria e a San Sebastian.

«Il ferro e il mare sono da sempre gli elementi distintivi della provincia di Bizkaia e in particolare del capoluogo, Bilbao. L’economia, basata sulla siderurgia pesante e sulle attività portuali e navali, è stata però colpita, alla fine del XX secolo, da una profonda crisi industriale: una congiuntura negativa che ha reso necessario intraprendere una lungimirante opera di diversificazione delle attività produttive. E la svolta epocale per Bilbao è avvenuta attraverso un ambizioso progetto di riconversione urbanistica e architettonica della città. Un’opera di profonda trasformazione che si è concentrata soprattutto sullo sviluppo di strutture per il terziario avanzato, capaci di rendere, tra l’altro, il capoluogo di Biscaglia una destinazione ideale per il turismo congressuale». Parole di Zigor Bereziartua del convention bureau di Bilbao, che sottolinea come, in particolare, tra le nuove infrastrutture urbane spicchino, per il loro design avveniristico e le tecnologie d’avanguardia impiegate, la metropolitana, il terminal aeroportuale e il ponte delle università o Zubizuri.
Ma è soprattutto con il museo Guggenheim e il palazzo dei congressi Euskalduna che è avvenuto il vero salto di qualità, la svolta capace di dare il via alla rinascita economica della città. Un fiore metallico, con 27 petali ondulati e attorcigliati in un’armonica danza di volumi attorno alla struttura centrale, delinea la pianta del Guggenheim, il museo costruito dall’architetto canadese Frank Owen Gehry lungo le rive del fiume Nervion. Sotto gli strati dei pannelli di titanio si nasconde una struttura in acciaio galvanizzato che segue l’ondulazione delle curve: linee audaci, che precorrono l’architettura del terzo millennio. Dotato di uno spazio espositivo di 11 mila metri quadrati distribuito in 19 gallerie disposte su tre livelli differenti, il museo, alto oltre 50 metri, occupa un’area di 32.500 metri quadrati ed è caratterizzato da una programmazione continua di grandi mostre temporanee dedicate all’arte moderna e contemporanea.
L’Euskalduna conference center e concert hall, progettato dagli spagnoli Federico Soriano e Dolores Palacios, sorge, invece, sull’area degli ex cantieri navali. Inaugurato nel 1999, ricopre una superficie di 53 mila metri quadrati e nel 2003 ha ottenuto l’Apex award, il prestigioso riconoscimento del’Aipc, l’Associazione internazionale dei centri congressuali, riservato al miglior conference center dell’anno. L’Euskalduna è il simbolo materiale del recupero di un’area industriale in crisi e della trasformazione di Bilbao in una metropoli vitale economicamente e culturalmente. Il suo auditorium, particolarmente apprezzato dalla cantante Montserrat Caballé, ha una capienza di 2.164 posti e ospita, tra l’altro, le performance della Bilbao symhony orchestra. Il palcoscenico, ampio 1770 metri quadrati, è il più grande di Spagna e il secondo in Europa. Il centro congressi è anche dotato di un’area espositiva di 2 mila metri quadrati. Euskalduna, infine, non trascura neppure l’offerta enogastronomica e fa della cucina basca uno dei suoi numerosi punti di forza. I ristoranti interni hanno, infatti, una capacità di 450 posti, mentre il servizio catering è in grado di preparare pranzi e cene per un massimo di 1500 persone.

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