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Le opportunità inespresse d’Italia
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Inizia da questo mese una nuova collaborazione tra Job in Tourism e Jones Lang LaSalle hotels. La partnership prevede l’apertura di un’ampia sezione sul nostro sito jobintourism.it dedicata alla società di consulenza specializzata in investimenti immobiliari nel settore turistico: approfondimenti, notizie, opportunità e persino uno spazio interattivo in cui i navigatori del web potranno porre domande e richiedere suggerimenti ai consulenti Jones Lang LaSalle. Ci sarà anche la sintesi del report sulle transazioni alberghiere, lo studio dedicato ai principali mercati dell’hôtellerie internazionale che la società di consulenza conduce annualmente. A questo proposito, è di pochi giorni fa la pubblicazione del report parziale relativo al mercato italiano, nonché alle principali città europee, e aggiornato ad agosto 2007. «Il quadro generale di questi primi otto mesi si mostra particolarmente frammentato. In alcune location gli indicatori relativi alle performance gestionali e a quelle d’investimento hanno fatto registrare variazioni negative rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso», spiega Fabrizio Trimarchi, associate di Jones Lang LaSalle hotels. «In particolare, i recenti aggiustamenti verso il basso del rapporto indebitamento/equity operati dagli istituti creditizi hanno comportato una lieve flessione nel numero degli investimenti. Ciononostante la struttura del mercato europeo del real estate alberghiero non dovrebbe subire particolari cambiamenti nel prossimo futuro. Il Regno Unito continuerà a rimanere, in questo settore, il Paese più evoluto del Vecchio Continente sia per qualità degli asset transati sia per la loro varietà». Nel periodo di riferimento preso in considerazione dallo studio Jones Lang LaSalle, dal 1996 all’agosto 2007, in Gran Bretagna si sono registrate, infatti, 277 compravendite nel comparto del real estate alberghiero contro le 147 della Germania, la seconda nazione europea in questa speciale classifica, e le 49 dell’Italia. Va notato, per la precisione, che questi dati si riferiscono solo alle transazioni di valore superiore ai 10 milioni di euro, effettuate tramite la consulenza di almeno una società intermediaria come la stessa Jones Lang LaSalle. «Particolare interesse assume, inoltre, il valore medio dei contratti, che può essere assunto quale prezioso indice della maturità dei differenti mercati», prosegue Trimarchi. «In Italia, per esempio, la media delle transazioni, pari a 51 milioni di euro, è stata la più alta d’Europa. Ciò significa che nel nostro Paese i capitali, spesso internazionali, ricercano soprattutto i trophy asset, ossia quei beni che danno le maggiori garanzie agli investitori nel medio-lungo periodo. Al contrario, in mercati maturi come quello britannico, si transano anche immobili dai valori di poco superiore ai 10 milioni di euro, come, ad esempio, le country houses, che si sono rivelate, negli ultimi anni, un settore particolarmente fiorente». Quali sono allora gli ipotizzabili scenari futuri per il mercato immobiliare italiano? «Il nostro Paese ha notevoli potenzialità tutte ancora da sviluppare. Nel breve periodo, mi sembrano buone le opportunità d’investimento nei resort deluxe in destinazioni top leisure, come alcune location siciliane o sarde, nonché della costiera amalfitana e del litorale toscano: naturalmente, si tratta di beni che non danno le stesse garanzie di commercializzazione e di rivalutazione degli immobili tipiche dei tradizionali trophy asset, ossia i deluxe city hotel. Tuttavia i prezzi medi per camera dei resort, dai 200 ai 500 mila euro, sono notevolmente inferiori a quelli dei migliori alberghi cittadini che non scendono mai al di sotto dei 700 mila euro e possono giungere fino a 2 milioni di euro. Tale discrepanza fa sì che i rendimenti d’investimento lordi attesi nelle più prestigiose destinazioni leisure extra-cittadine si aggirino attorno al 6-7%, contro il 4-5% dei deluxe city hotel. Da non dimenticare, infine, le prospettive del segmento mid-market. Un settore ancora tutto da esplorare, ma che, data l’elevata presenza di strutture medio-piccole nel mercato italiano, non è assolutamente da sottovalutare».
Jones Lang LaSalle hotels Italia, come funziona la divisione mid market

Come abbiamo raccontato sul numero 13 di Job in Tourism dello scorso 22 giugno, Jones Lang LaSalle hotels Italia ha deciso di sviluppare una nuova sezione dedicata al segmento medio del mercato immobiliare delle strutture ricettive. La divisione nasce sull’esempio della sede statunitense della società di consulenza internazionale leader mondiale nel settore del real estate alberghiero e si occupa di tutte le transazioni il cui valore complessivo si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Una cifra presa come valore di riferimento per un settore, tuttavia, molto ampio, che va dai budget hotel agli alberghi già ascrivibili al segmento medio-alto, la cui valutazione può raggiungere anche i 50-70 milioni di euro per le strutture di maggior prestigio. Mentre si stanno affinando i contenuti dei servizi a disposizione dei clienti Jones Lang LaSalle hotels, gli uffici della Mid market division sono già operativi e stanno attualmente curando alcune transazioni in Italia.

Chi volesse ricevere ulteriori informazioni può contattare Fabrizio Trimarchi, manager della Divisione mid market/select service: fabrizio.trimarchi@eu.jll.com; telefono: +39 02 85 8686 73.

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