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Le eccellenze di una Regione sospesa tra la via Emilia, la cucina e il golf
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L’Emilia Romagna si promuove a tutto campo e, anche grazie al trofeo di golf Bper-Piaggio Aero che si concluderà a Modena il prossimo 22 ottobre con una finale nazionale, mette in mostra le sue eccellenze in ambito economico, sportivo e culinario. L’iniziativa, giunta già alla sua settima edizione, è stata voluta e concepita dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna, unitamente ad altre prestigiose realtà imprenditoriali del territorio. «Abbiamo scelto di investire sul golf», ha dichiarato Gian Enrico Venturini della direzione generale della banca, «non solo per dare un’opportunità d’incontro e di sana pratica sportiva ai partecipanti, ma anche e soprattutto perché lo spirito sotteso a questo sport, improntato a un costante rispetto delle regole e all’ineccepibilità dei comportamenti, in campo e fuori, risulta straordinariamente vicino al nostro modo di intendere il rapporto banca-cliente». Il calendario dell’evento, che prevede dieci tappe in altrettante sedi di gioco da aggiungersi alla già citata finale nazionale, è stato annunciato nella suggestiva cornice della fondazione Maimeri di Milano, durante una serata con cena di alta cucina ispirata alla gastronomia emiliano-romagnola. «La ristorazione rappresenta fuor di ogni dubbio», ha continuato Gian Enrico Venturini, «una delle assolute eccellenze espresse dal territorio della nostra Regione. La qualità della sua cucina è, infatti, universalmente nota. Riteniamo perciò che il mangiare e il bere della nostra terra possano essere efficaci ambasciatori, in Italia e nel mondo, anche delle altre eccellenze emiliane in campo economico e organizzativo». Artefice della serata culinaria è stato il giovane e affermato chef modenese, Luca Marchini, titolare del ristorante l’Erba del re. Singolare la storia di questo eccezionale cuoco 36enne che, dopo aver conseguito la laurea in economia, ha scelto la passione della sua vita, i fornelli, facendo apprendistato presso grandi maestri come Massimo Bottura e Bruno Barbieri, prima di divenire manager sì, ma di se stesso. Così, dopo aver ricevuto apprezzamenti da parte del pubblico e della critica si sono aperte per Marchini le porte dei Jeunes restaurateurs d’Europe (Jre), l’associazione internazionale che raggruppa i migliori chef under 40 del Continente. Il ricco menu era tratto dal libro scritto recentemente dal cuoco modenese e intitolato Cucina emiliana – Variazioni all’ombra della tradizione, pubblicato per i tipi delle Edizioni artestampa. Gli invitati hanno così avuto modo di deliziarsi con sapori che, pur facendo parte a buon diritto della tipica cucina emiliana e romagnola, sono stati reinterpretati con moderna sensibilità dallo chef, acquistando in leggerezza. «In effetti», ha spiegato Luca Marchini, «una cucina veramente contemporanea, concepita e realizzata per l’uomo d’oggi, deve necessariamente superare gli eccessi e fondarsi sull’equilibrio: fra tradizione e innovazione, fra ponderazione e slancio, fra passato consegnato ormai alla storia e futuro che è già arrivato».

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