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La Fiera del birdwatching impegnata nella tutela del leggendario ibis

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Animale mitologico dalle molte sfaccettature e dai diversi significati, l’Araba fenice ha incantato e fatto parlare di sé Erodoto, Ovidio, Dante, fino a giungere alla moderna saga di Harry Potter, ai manga giapponesi, e addirittura al videogioco Final fantasy. Eppure questo leggendario animale, esemplare unico della propria specie, dal piumaggio splendidamente colorato, che si uccideva su un rogo di legni odorosi dopo esser vissuto per secoli e rinasceva poi dalla proprie ceneri, oggi è a rischio estinzione. O almeno lo è quello che alcuni studiosi ritengono essere all’origine della leggenda, l’ibis, ben conosciuto come animale sacro per gli antichi egizi.
Ecco perché la Fiera del birdwatching e del turismo naturalistico (Comacchio, 28 aprile-1 maggio), che agisce per diffondere la cultura del birdwatching, ha dedicato quest’anno particolare impegno alla tutela della rara creatura, così come negli anni scorsi ha sostenuto associazioni impegnate nella difesa della biodiversità e nella diffusione della cultura del birdwatching e del rispetto della natura in Argentina, in Ucraina e in Cina.
Il contributo della fiera del birdwatching sarà solo il primo passo per realizzare l’importante progetto di conservazione della popolazione orientale dell’Ibis eremita settentrionale (Geronticus eremita). La peculiarità dell’iniziativa consiste nella cooperazione fattiva e operativa di gruppi di italiani e di siriani, che lavoreranno prima al monitoraggio e poi alla conservazione di una piccola colonia recentemente scoperta (aprile 2002) dall’ornitologo italiano Gianluca Serra nel deserto della Siria: l’unica colonia della popolazione orientale della specie, che era considerata estinta dopo la scomparsa dell’ultima colonia turca, nel 1989, e che resta comunque a rischio di estinzione entro i prossimi venti anni. Questa scoperta ornitologica, la più significativa degli ultimi decenni nel Vicino Oriente, ha rinverdito le speranze di salvare questo affascinante ed enigmatico animale, che in Siria era considerato estinto da oltre 70 anni.
Per controllare gli uccelli durante la migrazione, tre ibis adulti sono stati dotati di trasmittenti satellitari che hanno permesso di conoscerne con precisione le rotte migratorie e i quartieri di svernamento. Con un volo di oltre 2.500 chilometri, gli uccelli siriani sono migrati attraverso l’Arabia Saudita e lo Yemen per poi passare lo stretto sul Mar Rosso e trascorrere l’inverno in Etiopia, che è appunto la terra in cui le più antiche leggende collocavano l’origine dell’Araba fenice, attentamente seguiti dai ricercatori di BirdLife e Rspb (il partner di BirdLife in Gran Bretagna).
BirdLife e governo siriano hanno recentemente firmato un accordo strategico per quattro anni e un programma specifico per la campagna di protezione 2007. Le Lipu di Yemen ed Etiopia (BirdLife partners in quei paesi) hanno anche aderito al programma per tutelare gli uccelli durante le migrazioni e nelle aree invernali, per meglio completare il programma di conservazione.

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