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L’Irlanda punta sui boutique hotel
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Saranno i paesaggi incantati di fiumi sinuosi che serpeggiano tra le rovine di antiche abbazie. Sarà l’innato umorismo al contempo spensierato e malinconico dei suoi abitanti. Sarà lo stesso spirito che si ritrova nelle opere di Oscar Wilde e Gorge Bernard Shaw e che un celebre aforisma di W.B. Yeats traduce fedelmente: «Essendo irlandese, sono pervaso da un costante senso di tragicità, che mi sostiene nei miei temporanei momenti di felicità». Sarà la malia di una terra dove ancora la storia si mescola con la leggenda e racconta di fanciulli, i figli di Lir, trasformati in cigni dalla loro matrigna. Ma l’Irlanda, l’isola di smeraldo come è stata felicemente chiamata a partire dagli inizi dell’800, continua a esercitare un fascino indiscutibile tra i viaggiatori di tutto il mondo.
Anzi, negli ultimi anni la capacità d’attrazione dell’isola è andata sensibilmente aumentando. Lo dimostrano i dati forniti da Tourism Ireland. Lo studio, aggiornato al 2005 e riferito all’intero territorio insulare compresa l’Irlanda del Nord, inserisce la destinazione all’interno di quel processo, iniziato quasi 30 anni fa, di complessiva espansione dei flussi turistici internazionali. Un’evoluzione accompagnata da un contemporaneo spostamento degli equilibri di mercato, con la graduale erosione delle quote dell’Europa occidentale a favore dei paesi emergenti dell’area Asia-Pacifico e della stessa parte orientale del vecchio continente. L’andamento dei flussi turistici internazionali verso l’isola di smeraldo ha, infatti, registrato un tasso di crescita comparabile a quello delle regioni in maggiore espansione, passando dai circa 2 milioni di arrivi del 1980 alla cifra record di più di 8 milioni di turisti nel 2005.
La crescita è stata sostenuta anche nell’ultimo periodo, +4,8% dal 2004 al 2005, ed è stata accompagnata da un proporzionale aumento dei ricavi. Le statistiche più recenti, poi, parlano della cifra record di 8,8 milioni di arrivi durante il 2006. Per il settore dell’hôtellerie, in particolare, i segnali mostrano una netta ripresa dopo il lieve calo registrato a partire dal 2001. A testimoniarlo, i dati di uno studio condotto da Fäilte Ireland, istituzione nazionale della Repubblica d’Irlanda che si occupa di sviluppo del turismo, valido per tutte le strutture dell’isola a esclusione di quelle che si trovano in Irlanda del Nord e riferito al 2005. I risultati dell’indagine sottolineano come la domanda, trainata da un’ottima prestazione del mercato domestico, sia cresciuta a un tasso annuo doppio rispetto a quello dell’offerta. Un’evoluzione che ha generato una crescita del 2% del coefficiente medio di occupazione delle camere. Anche i primi dati relativi al 2006, raccolti da Fäilte Ireland tramite un’indagine statistica rivolta agli operatori del turismo, sembrano confermare il trend in corso. Tra le varie tipologie ricettive, è proprio l’hôtellerie a guidare l’espansione dell’intero settore. La maggioranza dei manager alberghieri dichiarano, infatti, una crescita sostanziale del numero di ospiti e, conseguentemente, dei ricavi totali, sospinti da un aumento sia della domanda interna sia di quella internazionale. Leggermente diverso il discorso per le altre tipologie di strutture ricettive: stabili le guesthouse, in calo i bed & breakfast, solo il segmento self-catering (camping, case-vacanze…) e gli ostelli mostrano un andamento simile a quello dell’hôtellerie, soprattutto nei periodi di alta stagione.
Nel complesso, pare che la tendenza attuale stia premiando le strutture di qualità, come dimostrerebbe anche la strategia di sviluppo del settore alberghiero irlandese. Piccoli e sempre più ricercati sono, infatti, la maggior parte degli alberghi più recenti e quelli di prossima apertura. Veri e propri boutique hotel che stanno sorgendo un po’ ovunque, con servizi di standard elevato adatti sia al turismo leisure sia a quello incentive. Ne è un esempio il “The Dylan”, un 5 stelle lusso recentemente inaugurato a Dublino con illuminazione a fibre ottiche e 44 camere dal design esclusivo e dalle tonalità autunnali. Oppure il nuovissimo “Blue Haven Kinsale”, un esclusivo boutique hotel di sole 17 camere, arredate ciascuna con uno stile unico e caratteristico, situato a pochi chilometri da Cork, nel Sud dell’Irlanda.
Ma è soprattutto il futuro a riservare grandi novità: entro il 2008 si prevede, infatti, la costruzione di 4 mila nuove camere, quasi tutte, ancora una volta, in boutique hotel dotati di ogni comfort. Per fare solo qualche esempio, a metà del 2007 è prevista l’apertura del “Jacobs Mill”, un albergo di 36 camere ricavato all’interno di un antico mulino ristrutturato situato nell’odierno distretto finanziario di Cork. Stanno, invece, per terminare i lavori che trasformeranno un elegante edificio del XVIII secolo situato nel cuore del Phoenix Park, a poco più di dieci chilometri dall’aeroporto di Dublino, in un elegante albergo dalle intime atmosfere. Il nuovo hotel farà parte, con il nome di “Mount Hybla”, della Fylan Collection, gruppo irlandese che raccoglie poche, ma selezionate strutture indipendenti di alto livello tra cui il già citato Dylan. Da segnalare, infine, il prossimo restyling del prestigioso Clarence, storico boutique hotel dublinese di proprietà del solista degli U2, Bono. I lavori inizieranno nel 2008 e costeranno circa 120 milioni di euro.
Una serie di investimenti importanti a riprova della vitalità del settore, che unendo un’ospitalità di livello elevato a location esclusive e inserite armonicamente nell’ambiente circostante, cerca di attirare un turismo di qualità, soprattutto internazionale. Una strategia che non vede il mondo dell’hôtellerie isolato. Per il 2007, infatti, Tourism Ireland prevede un investimento di più di 67 milioni di euro in operazioni di marketing sui mercati esteri, mentre crescono anche i collegamenti aerei, come testimonia l’aumento (+14%) dei posti disponibili settimanalmente durante l’inverno appena trascorso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Cresce l’incoming in Irlanda del Nord
Il mercato incoming in Irlanda del Nord sta mostrando segnali di forte crescita. A dimostrarlo, gli ultimi dati ufficiali che, pur in presenza di un lieve calo nel numero di arrivi rispetto all’anno precedente, segnala un incremento del fatturato totale pari al 14%. A fronte di questa evoluzione, la regione è diventata obiettivo di alcuni interessanti investimenti. Undici milioni di euro sono stati stanziati da enti pubblici e privati per la realizzazione entro il 2010 a Belfast del nuovo Old Museum Arts Centre, una struttura che diventerà uno dei principali punti di forza del quartiere di St. Anne’s Cathedral. Simbolo della rinascita cittadina, la zona è al centro di un esteso piano di sviluppo immobiliare, che prevede la costruzione di numerosi negozi, hotel, teatri, caffé e di un’area destinata a nuovi appartamenti residenziali. Da segnalare anche i prossimi lavori di restyling del prestigioso hotel di lusso Ten Square di Belfast: un milione di euro per la ristrutturazione del piano Mice e per la costruzione di un nuovo bar state-of-the-art e di una discoteca.

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