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La Bit alla nuova fiera
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Una delle cose più fastidiose per i visitatori delle fiere è costituita dallo choc termico che si riceve passando da un padiglione all’altro, quando questi non sono direttamente collegati. Mi ricordo con disagio il malessere che si provava a Milano gli anni scorsi visitando la Bit (Borsa internazionale del turismo), ancora ubicata nella vecchia sede, passando dall’interno all’esterno per visionare tutti gli stand. Sicuramente, mi sono detto, questa nuova imponente realizzazione a Rho, ideata dall’architetto Massimiliano Fuksas, nata dal nulla e studiata in tutti i dettagli, avrà ovviato a questi disagi.
La stampa poi ha abbondantemente riportato le bellezze della struttura; ha parlato largamente della copertura in vetro a forma di vela, della facilità di raggiungerla con il metrò che fa capolinea praticamente all’ingresso, delle dimensioni che permettono di ospitare manifestazioni enormi; tutto vero e tutto bello, peccato però che anche questa volta non si sia tenuto conto del benessere del visitatore. Chi ha dimestichezza con le fiere sa che spesso all’interno dei padiglioni la temperatura è torrida mentre all’esterno, beh, all’esterno, la temperatura è quella che il cielo manda. Non è una consolazione aver constatato che quest’anno il clima era tale che uscendo dai vari padiglioni non si tremava, ma chi può garantire che avremo ancora inverni così miti?
Questa era una piccola considerazione a margine della Bit, la quale invece si è confermata, con la medesima liturgia, vetrina del turismo in cui sviluppare relazioni e riallacciare vecchi rapporti. Quest’anno però una stranezza: il Buy Italy, la manifestazione che si propone come incontro tra la domanda estera e i nostri operatori, ha avuto luogo sabato e domenica. Strano davvero, soprattutto in considerazione della circostanza che domenica è anche il giorno di chiusura della manifestazione e molti operatori sono già partiti o non sono disponibili. Comunque, la Bit propone numeri impressionanti: oltre 5 mila espositori, 150 mila visitatori, 105 mila operatori professionali, 120 paesi partecipanti, nove padiglioni espositivi su un’area di 60 mila metri quadrati. Ora questo circo si muove: appuntamento dal 7 all’11 marzo alla Itb di Berlino. Ne vale la pena?BIT on the new fair grounds

One of the most annoying things for visitors to a trade fair is the thermal shock they experience when moving from one area to another, whenever there is no direct connection between pavilions. I remember how uncomfortable it was moving around BIT (the International Tourism Exchange) in Milan, when it was located in the old fair grounds. In order to visit all the stands, visitors had to walk in and out of buildings. Surely, I thought, the new, imposing facilities in Rho, created by architect Massimiliano Fuksas, developed from scratch and studied to the finest detail, will have obviated these problems. The press has given ample coverage to the beauty of the complex, with long reports on the sail-shaped glass roofing, the easy accessibility provided by a metro station right in front of the entrance, the possibility to host events of enormous size. All of it is nice and true, but once again, unfortunately, the comfort of visitors has not been taken into consideration. Those who are familiar with visiting fairs will certainly know that it is usually stifling hot inside a pavilion, while outdoors... well, outdoors you get what you get. It is no consolation that this year’s climate has allowed not to shiver with cold on coming out of the various fair pavilions, but who can assure us that winter is going to be so mild in future?
Such thoughts I was revolving in my mind while visiting BIT, which, on the other hand, in its own ritual way has confirmed itself as the showcase of tourism, where relations are established and revived. This year, however, quite unusually Buy Italy – the event orchestrating the encounter between foreign demand and Italian operators – took place on Saturday and Sunday. A truly unusual choice, considering that Sunday was the day when the fair was closing, and many operators had already left or were not available. At any rate, BIT can show some impressive figures: over 5,000 exhibitors, 150,000 visitors, 105,000 professional operators, 120 participant countries, 9 exhibition pavilions over an area of 60,000 square metres.
Now the circus is moving. The rendezvous is at ITB in Berlin from the 5th to the 7th of March. Is it going to be worthwhile?

Translation of the Italian
editorial by Paola Praloran

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