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Per un’Ada più moderna
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«Potenziare un’identità e privarla della sua storia è come costruire un castello di sabbia. Il trasferimento delle esperienze consente di non partire ogni volta da zero. Il collegamento con la storia, fra l’altro, serve a orientare le generazioni presenti e future»: questa l’epigrafe che, sotto il titolo «Rinnovamento di prospettiva» introduce al programma della lista n.1 candidata alle elezioni per la presidenza e la giunta esecutiva dell’Ada (Associazione direttori d’albergo), quadriennio 2077-2011.
In sintesi, la frase corrisponde al pensiero del presidente designato Franco Arabia, calabrese, dirigente d’azienda e direttore d’albergo. In 35 anni nell’Ada ha ricoperto vari incarichi istituzionali a livello nazionale e regionale, reggendone la presidenza in tre precedenti tornate. Ha fondato la rivista DirettoriAlbergo, ha costituito il centro servizi Ada, la Federazione europea delle associazioni direttori albergo (Feada), Solidus (la federazione che raggruppa le associazioni italiane dell’ospitalità) e ha anche promosso la rifondazione dell’Associazione italiana delle governanti d’albergo. Attualmente gestisce i processi strategici e direzionali del Grand Hotel Ortigia di Siracusa. Impossibile elencare in breve i momenti salienti del suo lungo e variegato curriculum, che lo ha visto in ruoli di responsabilità in grandi aziende italiane ed estere, oltre che docente e autore di vari testi specialistici.
«La nostra squadra, che cerca un cambiamento generazionale, può contare sulla presidenza di un traghettatore come Franco Arabia che è un po’ la memoria storica dell’Ada», osserva Paolo Sanavia, general manager del Kempinski Giardino di Costanza a Mazara del Vallo, che nella lista n. 1 è candidato alla vicepresidenza nazionale. Naturalmente, come nel caso della lista n. 1 di cui abbiamo parlato nel numero 3 di Job in Tourism a pagina 6, è interessante sapere quali siano i punti qualificanti del programma.
«Come ho appena detto, pensiamo sia importante un salto di qualità anche generazionale che ci aiuti a confrontarci con il nuovo per favorire una crescita del settore e un’apertura verso l’estero, in particolare collegandoci di più con la dimensione europea. A questo scopo è necessario, secondo noi, rendere le gestione dell’associazione più dinamica, più giovane, in una parola più moderna», spiega Sanavia. «Per noi è fondamentale il progetto che riguarda l’istituzione della facoltà universitaria di economia aziendale e management alberghiero. Ma altrettanto importante è il potenziamento del consiglio regionale, così come un certo decentramento dei poteri, con una forte delega alla segreteria generale affinché sia in grado di dare un indirizzo che coinvolga tutti i soci a livello operativo in maniera più diretta, per creare valore, grazie anche a una maggiore comunicazione interna. Pensiamo a una gestione molto dinamica e trasparente».
Anche la lista n. 1 enumera, tra le proprie priorità, un più stretto rapporto con Manager Italia, e Sanavia lo conferma: «Con Manager Italia, in un certo senso, fui proprio io a promuovere una ripresa di contatti per approfondire il rapporto. Ora l’Ada è matura per affiancarsi compiutamente a Manager Italia, la cui assistenza è senza dubbio preziosa, specialmente sul piano della formazione continua per manager di altissimo livello, e questo è un treno su cui dobbiamo assolutamente salire».
Una novità interessante è la presenza nella lista di una signora manager, Lucia Padovan. «La nostra è una lista aperta all’evoluzione della società moderna, come ho detto all’inizio, e lo dimostra anche l’inserimento di Lucia Padovan, una manager di altissimo rilievo in Mercure Italia, che rappresenta per noi un valore aggiunto. Molti segnali dicono che il futuro è donna e noi siamo interessati alle trasformazioni della società. Vogliamo crescere nell’integrazione, arricchire i contenuti e avere una visione il più ampia possibile».

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