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Il turismo richiama i capitali
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Non poteva naturalmente passare inosservata l’operazione che ha portato Jolly hotels nell’orbita Nh, tanta è la storia alberghiera che Jolly hotels ha rappresentato e rappresenta nel nostro paese e per le dimensioni dell’operazione, sia in termini di investimento sia in termini dimensionali: a bocce ferme si sarà realizzato il gruppo con il maggior numero di strutture in Italia.
Questa operazione s’inserisce in un tessuto, quello italiano, che registra la presenza di un’offerta alberghiera estremamente frammentata e, quindi, particolarmente sensibile a pressioni di grandi gruppi finanziari. Effettivamente, quello che colpisce è, a livello mondiale, l’attuale interesse dei capitali per il turismo; la stessa operazione sulla Jolly hotels vede, se le prime notizie sono corrette, come maggiore investitore Banca Intesa con il 49% di Nh Italia (che avrà il 51% di Grande Jolly) e il 7% di partecipazione diretta.
Si sta passando da una fase in cui i gruppi immobiliari-costruttori sono stati i più attenti agli investimenti alberghieri, a una nuova che attira le potenze finanziarie, le uniche, forse, attualmente in grado di programmare investimenti di migliaia di miliardi. Ad esempio, è recente la notizia del progetto per la realizzazione di 15 resort di superlusso nel mondo, sviluppati in collaborazione con Versace, il cui costo previsto è di 1 miliardo di dollari a unità.
Tutti gli indicatori danno il turismo in crescita per i prossimi anni, e la necessità di ingenti investimenti per realizzare strutture sempre più sofisticate (anche quelle indirizzate a un target medio) e gli interessanti ritorni sull’investimento spiegano la discesa in campo di personaggi quali il principe Al Waleed, che in pochi anni si è ritagliato un importante spazio nell’hôtellerie mondiale e, nuovo arrivato, Bill Gates, sino ad ora solo utilizzatore di alberghi.
Un mondo, quello alberghiero-turistico, che sta vivendo momenti di concentrazioni velocissime, con la riconoscibilità del marchio quale primo obiettivo. A questa filosofia resistono soprattutto semplici strutture familiari, dove la ricchezza della proposta è data dalla capacità individuale di trasmettere all’utente valori condivisibili e alberghi unici, quali, fortunatamente, in Italia ce ne sono ancora parecchi, in molte zone che vanno dal lago di Como alla costiera amalfitana, da Capri alla Toscana.
Il futuro? È ancora tutto da scrivere.Tourism attracts capital

The deal that has brought Jolly Hotels into the NH sphere could not possibly go unnoticed, Jolly Hotels constituting such an important part of the hotel history in our Country, and considering the size of the transaction both operatively and in terms of investment, giving rise to the group with the largest number of establishments in Italy.
The deal has taken place in an Italian context characterised by extreme fragmentation on the supply side, and consequently particularly sensitive to pressures from large financial groups. What is indeed impressive at worldwide level is the amount of interest currently shown by capital in the world of tourism; if the news is correct, the Jolly Hotels deal features Banca Intesa as number one investor, with 49% of NH Italy (which is going to hold 51% of Grande Jolly) and a 7% direct stake.
From a phase when mostly real-estate groups and builders where keen on hotel investments, we are now transiting to a new period attracting financial powers, which are now possibly the only ones in a position to schedule investments for thousands of billions. Information has recently been disclosed, for example, about a project for the creation of fifteen extra-luxury resorts in the world with Versace’s collaboration, at an expected cost of one billion dollars each.
According to all indicators, tourism will be growing for the next few years, and the need for massive investments for the creation of increasingly sophisticated facilities (including those targeted at medium-segment customers), together with the expectation of attractive returns, accounts for players like Prince Al Walled entering the field, who in a few years’ time has carved himself an important space in the hotellerie business worldwide, and – a new entry - Bill Gates, who until now had been just a user of hotels.
The world of hotels and tourism is experiencing a period of very rapid aggregations, setting brand recognisability as a number one objective. This philosophy is mainly resisted by small family-run businesses, whose value lies in their individual capability to respond to customers’ lifestyle preferences and to provide unique hospitality. Fortunately there are still quite a few of such hotels in Italy, in areas ranging from Lake Como to the Amalfi Coast, and from Capri to Tuscany.
The future? It is still to be written.

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