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"Ritorno al paradiso": il nuovo lusso negli hotel
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Proseguiamo in questo numero la conversazione con Valentina Borroni dello Studio Piva sul nuovo concetto del lusso nel settore alberghiero, rispetto ai cambiamenti intervenuti nel mondo contemporaneo.

Domanda. Anche l’allestimento "Beyond the mirror", realizzato all’interno della mostra "Earthly paradise", organizzata dalla rivista Interni in occasione del Salone del Mobile 2003 di Milano, s’inseriva nel contesto della riflessione sui nuovi paradigmi del lusso?
Risposta. La mostra ha voluto essere una riflessione sui mutamenti degli spazi domestici legati al relax e al benessere psicologico e fisico. Entra in scena a tal proposito il valore del tempo espresso nell’allestimento dello Studio, dove il desiderio di un ritorno alle origini, come tentativo di ricostruire il paradiso terrestre, è espresso attraverso la successione di singoli momenti di piacere. L’uomo contemporaneo ricerca una personale dimensione di benessere, che contempla la riconquista del tempo, valore supremo tra le aspirazioni del quotidiano.
D. Ciò significa che lo scenario del benessere è cambiato?
R. Cambia lo scenario del benessere inteso come piacere esteso dal corpo alla mente, in una fusione armonica che agisce tra esperienza sensoriale ed esperienza spirituale. Gestendo il proprio tempo, inoltre, si compiono scelte che devono essere il più vicino possibile alle attese e ai desideri che ognuno di noi ha, quindi il contenitore deve esprimere tutta una serie di condizioni e di servizi per soddisfare queste attese. È importante creare contenitori per un viaggio interiore, momenti di silenzio e di armonia, dove ritrovarsi attraverso i propri comportamenti e la soddisfazione dei propri desideri interiori; il lusso è più attento e raffinato e sicuramente più duraturo essendo al di fuori delle mode del momento. L’ospite non è oppresso o distratto da decori e pseudoricchezze, ma riscopre una ricchezza personale che ognuno possiede dentro di sé, ritrovando nel contempo una condizione di benessere globale.
D. Quanto contano i materiali, a questo riguardo?
R. I materiali quasi mai sono decorati, la decorazione intesa nel modo tradizionale, infatti, per lo Studio Marco Piva non esiste, esiste invece con una declinazione diversa che avviene attraverso la texturizzazione delle superfici, tramite rapporti cromatici e tattili tra i diversi materiali che compongono scenari atti a trasmettere emozioni. Inoltre la texture superficiale di un prodotto oltre che costituire un involucro protettivo può caratterizzarsi con un cromatismo che potrebbe essere diverso da quello originario del materiale che lo costituisce, trasformandolo sia visivamente che tattilmente. Anche all’interno della materia stessa si possono generare "pelli" (diaframmi tra l’oggetto e lo spazio nel quale esso è inserito) che si esprimono tramite vibrazioni intrinseche al materiale: ondulazioni, grafismi e ombre. Tutto ciò fa si che la decorazione non sia imposta o sovraimposta, ma frutto del complesso armonico di questi rapporti materici, cromatici e soprattutto luminosi.
D. Come siete giunti a ottenere questi particolari effetti?
R. Alcune nostre ricerche hanno condotto alla riprogettazione dei materiali stessi, come è avvenuto ad esempio nei casi di vari ricomposti in legno.
Consentendo di realizzare texture riprese da quelle naturali, sovente essenze di legni pregiati, in un processo di ricomposizione di più stati di essenze meno pregiate, ma con le stesse caratteristiche cromatiche delle venature naturali. La tecnologia attualmente è in grado di riconfigurare ogni tipo di superficie partendo anche da materiali naturali come il legno, la pietra e i marmi, fino ad arrivare alle superfici artificiali come il vetro, i metalli e i materiali di sintesi. Vista la complessità degli intenti che si vogliono raggiungere ne consegue che per andare a definire i luoghi dei nostri progetti è sempre meno possibile utilizzare prodotti già esistenti sul mercato, frutto di una produzione seriale. Da qui la necessità di sviluppare, volta a volta, prodotti mirati per progetti specifici che variano dall’accessorio più semplice fino a elementi più tradizionali dell’arredo, prodotti che, quasi sempre, diventano in un secondo tempo derivati di serie. Tutto ciò fa si che questi hotel uniscano ambienti estremamente sofisticati a un’immagine di cura, confort e attenzione ai minimi dettagli, che li rende interpreti del nuovo lusso.

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